La manifestazione
«Il polo ospedaliero resti dov’è»
Dura presa di posizione del comitato Per Fivizzano che contesta il Patto territoriale della sanità
FIVIZZANO. Non piace al comitato Per Fivizzano e Lunigiana quanto contenuto nel Patto trritoriale per la rete dei piccoli ospedali della Lunigiana.
«Stilato dalla Società della Salute della Lunigiana di concerto con l’Asl 1 Massa Carrara - scrive il comitato - e firmato da quasi tutti i sindaci a eccezione di Pontremoli e Zeri, il Patto non ha fatto altro che ratificare ciò che è stato già deciso da tempo dalla Regione, ossia la chiusura dell’ospedale di Fivizzano, come centro di assistenza ospedaliera, e il depotenziamento di quello di Pontremoli».
Per il comitato, queste erano cose «che noi stessi avevamo predetto più di dieci anni fa, all’indomani della scellerata decisione dell’allora sindaco di Fivizzano, Loris Rossetti, di firmare un Piano sanitario che prevedeva di fatto la fine del nostro ospedale. All’epoca si disse ai quattro venti che noi volevamo solo fare terrorismo che invece l’ospedale di Fivizzano sarebbe stato potenziato e trasformato in un ospedale modello».
Il commento che ne consegue è che «ciò che avvenuto dopo è sotto gli occhi di tutti e oggi ci ritroviamo un ospedale barattato per l’apertura di un Centro di riabilitazione che a oggi, nonostante l’impegno della Fondazione Don Gnocchi, non vede ancora la luce per le titubanze e dimenticanze di un’Azienda sanitaria che è concentrata e intenta a tagliare tutto il possibile per far fronte al mostruoso buco di bilancio. A Fivizzano verrà svolta, ma ciò avviene già ora, una chirurgia programmata e elettiva, pertanto l’emergenza-urgenza non esisterà più e per ogni trauma o infortunio improvviso dovremo andare altrove».
Il comitato Per Fivizzano e Lunigiana contesta poi quanto si legge nella parte finale del Patto territoriale dove si parla dei servizi territoriali.
«Una cosa che abbiamo subito notato e che ci preoccupa molto - scrive il comitato in questione - è quando si parla delle cosiddette Case della salute, pensate per sorgere accanto a strutture ospedaliere: mentre in altri Comuni dove sono già aperte o si stanno per aprire vengono naturalmente collocate nel capoluogo, a Fivizzano nonostante la presenza di un ospedale questo non succede prevedendo l’apertura a Gragnola nella Valle del Lucido».
Secondo il comitato, questa scelta «voluta e dettata dal dominus della politica locale, è del tutto inappropriata; infatti non si può lasciare Fivizzano capoluogo, luogo a più alta densità di popolazione, e tutta la Valle del Rosaro, senza un Centro che diverrà il punto di riferimento sanitario per i cittadini e i loro problemi e dove di fatto in un futuro non troppo lontano troveranno posto anche i medici di famiglia».
Pertanto il comitato chiede «che la Casa della salute sia prevista e aperta a Fivizzano capoluogo, certamente vicina all’ospedale come è logico e previsto che sia, e vista la vastità del territorio comunale, che ne sia programmata una anche nella Valle del Lucido».
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