Attenzione
Caso Boggi, ancora scontro in consiglio
L’opposizione: «Tardive le dimissioni dalla banca: saranno accettate?». Il sindaco: «Basta, non fate cannibalismo»
CARRARA. L'ultimo Consiglio comunale del 2013 si è aperto con la protesta di parte dell'opposizione (Carrara Bene Comune e M5S), che non si è recata in aula se non dopo il raggiungimento del numero legale, ed è proseguita con il medesimo tenore. Il Movimento 5 Stelle e Claudia Bienaimé non condividevano la decisione della maggioranza di svolgere un consiglio esclusivamente deliberativo, rimandando mozioni e interrogazioni all'anno nuovo.
Da parte sua il Pdl, pur spaccando la minoranza non condividendo la protesta, aveva anch'esso il proprio sassolino nella scarpa. Ha spiegato Lanmarco Laquidara (Pdl): «Noi ci opponiamo con forza al regolamento stilato per le elezioni al Consiglio dei Cittadini e delle Cittadine». Ciò che al Pdl non va giù, rispetto agli organismi “eredi” delle circoscrzioni, è che si renda possibile l'elezione di un cittadino straniero, a patto che sia residente nel Comune da almeno un anno e che, viceversa, la si neghi a un carrarese residente fuori dai confini comunali, anche solo per dieci metri.
«Io rivendico - spiega Laquidara - il mio diritto, in quanto cittadino italiano, a venir eletto sindaco del Comune di Como o di Agrigento: mettere simili paletti all'interno di uno strumento come questo è anticostituzionale ed illegittimo, e noi ci batteremo ancora perché venga inserito il nostro emendamento».
«L'istituzione del Consiglio dei Cittadini e delle Cittadine - ha sottolineato in risposta Simonetta Corsi (Pd) - è stata regolamentata da una giuria di cittadini che, con impegno ed entusiasmo, lo hanno redatto alla fine di un percorso partecipativo svoltosi nella due giorni di San Francesco nel febbraio 2011 e non credo sia corretto modificarlo passando sopra le teste di chi lo ha stilato».
Da parte sua, Claudia Bienaimé ha posto il problema contenuto nelle prime righe del regolamento, quando si afferma che, seppur la votazione dei membri dovrebbe avvenire entro 6 mesi dall'insediamento della nuova Amministrazione, può venir differita anche di due anni: «Se oggi, come tutti riconosciamo, siamo in ritardo - sottolinea Bienaimé - fare di questo ritardo una regola significa dare adito ad una prossima assise di poter essere lavativa quanto noi: il tempo consentito non deve essere superiore ai 6 mesi».
Due emendamenti quelli proposti entrambi respinti. Quello di Laquidara votato da soli 5 consiglieri: Pdl, Bienaimé e, dalla maggioranza, Luciano Tonarelli (Carrara Futura) e Fabrizio Giromella (Sorridi Carrara), 6 astenuti: Giuseppe Bergitto (Carrara Futura), M5S e FdS; 10 contrari. Quello di Bienaimé invece ha ottenuto 7 voti (da tutta l'opposizione e da Giuseppe Scattina) e 14 voti contrari della maggioranza.
Ma la questione che ha infiammato ancor più gli animi è stata, ancora una volta, quella legata alla vicenda di Lucio Boggi (PD), considerato incompatibile per il doppio ruolo ricoperto: quello di consigliere comunale e di consigliere nel Cda della Cassa di Risparmio di Carrara (tesoriere del Comune).
Il 4 dicembre 2013 in Consiglio Comunale era stato assegnato a Boggi il termine di 10 giorni per presentare osservazioni o per eliminare la causa di sopravvenuta incompatibilità, al contrario il consigliere ha, solo il 30 dicembre (lo stesso giorno di convocazione del Consiglio comunale), presentato in Comune la lettera delle proprie dimissioni dal Cda della Cassa di Carrara.
Se il Segretario generale Pietro Leoncini ha dichiarato per questo annullata l'incompatibilità, la cosa ha fatto a dir poco innervosire Claudia Bienaimé: «È assurdo - ha dichiarato - dare per buona così una semplice richiesta di dimissioni, senza attendere conferme dalla banca che dovrà a sua volta accettare queste dimissioni, perché non far decadere l'incompatibilità durante il prossimo Consiglio?!». Insomma, il dubbio di Bienaimé è che questo non sia altro che un espediente per allungare i tempi e confondere le acque.
«In questi mesi - interviene il consigliere 5 Stelle Federico Bonni - Boggi aveva, prima presentato le dimissioni da consigliere comunale, rivelatesi poi non valide perché sbagliate, per poi dichiarare in Consiglio che avrebbe presentato una memoria difensiva inattaccabile che gli avrebbe permesso di avere i due incarichi. Stasera si è divertito con le dimissioni al fotofinishA». «Siamo sicuri a questo punto - ha aggiunto il capogruppo Pdl Maria Elena Musetti - che l'incompatibilità decada realmente?».
Insomma, un dibattito dal quale, non ha voluto restar fuori neppure il Sindaco Angelo Zubbani: «Entro nella discussione - ha affermato - seppur non sia questo il mio ruolo, ma sento di dovermi esprimere essendo presente e rivendicando anche il mio ruolo di consigliere: credo che se Boggi avesse voluto procrastinare avrebbe potuto tirarla alla lunga per mesi. Immaginare, di fronte a una rinuncia spontanea, che ci sia un subdolo tentativo di cambiare le carte in tavola è puro accanimento nei confronti di un collega. Credo che ci si debba basare su di un rapporto istituzionale fiduciario, confortati dal parere del Segretario Generale», ha concluso e a Bonni, che rifiutava di sentir parlare di accanimento, ricordando che lo stesso regolamento del Tuel (Testo Unico degli Enti Locali) non avrebbe permesso di allungare indefinitamente i tempi, Zubbani ha precisato: «Certo, non è accanimento, qui si fa del cannibalismo!».
Risultato, della proposta di ritiro della delibera da parte di Bienaimé? Astensione da parte del resto dell'opposizione, 14 voti contrari della maggioranza, con l'uscita dall'aula di Scattina.
Barbara Monaco
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
