Sicurezza
Una “Linea di confine” per riflettere sui più deboli
CARRARA. “Linea di confine”, questo il titolo dell'istallazione realizzata dalla Commissione mostre del polo artistico di Massa-Carrara e presentata al Liceo Artistico Artemisia Gentileschi di...
CARRARA. “Linea di confine”, questo il titolo dell'istallazione realizzata dalla Commissione mostre del polo artistico di Massa-Carrara e presentata al Liceo Artistico Artemisia Gentileschi di Carrara dal professor Paolo Pratali. Al centro dell'elaborato il tema del viaggio, viaggio inteso come riflessione e riscoperta, incubatore di sogni, ma anche rivelatore di illusioni.
Un grande specchio quadrangolare, al di sopra una valigia ricoperta da carta giapponese dipinta di nero, a centro il sangue di un cuore che ha smesso di battere, così come il battito che si ascolta spegnere lentamente all'interno del video realizzato e visibile in un piccolo schermo a fianco del grande specchio che altro non è se non lo specchio di se stessi, specchio che moltiplica e frammenta, rimanda e tiene per sé, confine sottile da attraversare per scoprire un mondo nuovo, un mondo delle meraviglie che oggi sempre più spesso per molti si rivela mondo da incubo.
Sì perché il video, tramite un magistrale mix, mostra la realtà alla quale troppo spesso non prestiamo attenzione: l'immagine di un mondo che non c'è, una società mistificata e modificata, quella italiana e occidentale in generale, la pubblicità, la comunicazione quale medium per eccellenza, quello che realmente media fra realtà e immaginazione, e modifica, distorce, influenza.
Subito dopo l'illusione però, la realtà, le carrette del mare che contengono sogni, speranze di una vita migliore e che si infrangono così come i sogni, nel bel mezzo nel nostro Mare Mediterraneo. Ecco quindi un pensiero, un tributo, alle centinaia di immigrati che in questo “mare nostrum” hanno trovato la morte lo scorso autunno. «Questa istallazione - afferma il professor Claudio Palandrani - ci obbliga a misurarci con ciò che tentiamo di sfuggire; l'immigrazione, la diversità, il bisogno estremo. Credo che sia un bene - prosegue - proporla adesso, durante il periodo natalizio, è proprio ora che le nostre coscienze sono portate a farsi coinvolgere maggiormente da ciò che durante l'anno preferiscono ignorare».
«Sono convinta - afferma la preside Anna Rosa Vatteroni, - che i nostri ragazzi debbano venir chiamati a riflettere sulla realtà che li circonda e che sempre più non può far altro che farci provare vergogna, per una società, come quella italiana, che a partire dai naufragi avvenuti a poche miglia dalle nostre coste, fino alle ultime rivelazioni sul trattamento riservato ai migranti nei centri di identificazione, mostra sempre più fortemente quanto il nostro Paese non sia propriamente schierato nella difesa dei diritti umani e civili». L'istallazione (e alcuni lavori dei ragazzi), è visionabile nei giorni di apertura della scuola dalle 8 alle 13.
Barbara Monaco
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google