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Parco in degrado, i simboli degli alpini salvati da Don Giò

Parco in degrado, i simboli degli alpini salvati da Don Giò

Castagnetola: la “Casina” delle Penne nere portata via dai giardini e rimessa a nuovo nella parrocchia di Lavacchio

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MASSA. È svelato il mistero del parco degli Alpini di Castagnetola. Da giorni molti residenti della piccola frazione e di quelle nelle vicinanze – da Lavacchio a Bergiola a Bargana – si chiedevano dove fosse sparita la "casina" in metallo con la sua seduta in marmo, monumento dedicato alle Penne nere. Rubate notte-tempo? Fatte rimuovere dal Comune? Smontate e portate via da qualche privato – ladro-scroccone – con l'intento di attrezzarci il proprio giardino? Dove sono, ce lo rivela il parroco di Lavacchio, Don Giovanni Locatelli.

«Sono custodite qui da noi - assicura Don Giò - Abbiamo fatto smontare la struttura in ferro e le panchine per sottrarle dal degrado e dagli attacchi dei vandalici». Messa a disposizione un'Ape e con l'ausilio dei volontari, l'operazione è stata fatta dopo il nulla osta del Comune e sentita l'Associazione degli alpini, precisa Don Giò.

La "casina" in ferro è già stata smontata, rimessa a nuovo e rimontata davanti alla chiesa di Lavacchio. Anche la seduta in marmo è stata "scomposta" nelle sue parti, che verranno ripulite perché imbrattate di scritte a spray.

Il parroco ha intenzione di salvare anche il tavolo in marmo intorno al quale "correva" la seduta, così come la preziosa ruota di mulino. Tavolo e ruota si trovano ancora nel parco: per la struttura in ferro e le panchine è bastata un'ape, mentre per il tavolo e la ruota è necessario un mezzo più pesante. Se qualcuno che dispone di mezzi e attrezzature volesse farsi avanti e dare un aiuto, le porte della parrocchia sono spalancate. L'intenzione di Don Giò è rimontare l'intera casina (scheletro in ferro, tavolo e seduta) di fronte alla sua chiesa: rinnovata, custodita e a disposizione di tutta la comunità. «La prossima festa degli Alpini - propone il parroco - si potrebbe fare qua».

Rimane da decidere sul futuro del ceppo voluto dall'Associazione delle Penne nere: nel parco è alla mercé dei vandali, «ma per il ceppo voglio che siano gli alpini – dice Don Giovanni – a dirmi quale soluzione preferiscono».

Giovanna Mezzana

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