Il Tirreno

Dussmann: rischio di 14 licenziamenti

Parte dei lavoratori non ha accettato l’ipotesi di accordo sul taglio delle ore per le pulizie ospedaliere

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CARRARA. Nuova fumata nera sulla vertenza Dussmann.

Ieri mattina i delegati del colosso delle pulizie e i rappresentanti sindacali hanno preso atto del mancato accordo sul nuovo orario di lavoro. L’esito negativo è stato sancito dal referendum tra le dipendenti.

Adesso la società avrà centoventi giorni per decidere il da farsi: il rischio è che vengano licenziate 14 persone.

Gli addetti alle pulizie negli ospedali di Carrara e Fivizzano insieme ai colleghi dei distretti della Lunigiana hanno respinto la proposta di accordo sul nuovo contratto avanzata da Dussmann srl: il colosso delle pulizie aveva ipotizzato una riduzione del monte ore di circa l’11 per cento, per far partire, dal primo gennaio, i nuovi contratti.

L’accordo è stato sottoposto a un referendum tra i dipendenti delle strutture ospedaliere della provincia di Massa Carrara, ma il via libera è arrivato solo dai lavoratori di Massa e Pontremoli: nonostante in un primo momento la Dussmann avesse pensato di siglare accordi separati, avviando il nuovo contratto solo nelle strutture che avessero accettato la proposta, ieri mattina nel corso del tavolo in Provincia, i delegati della srl e i rappresentanti sindacali hanno preso atto della fumata nera, chiudendo il confronto con la formalizzazione del mancato accordo.

Questo significa che adesso tutti i168 dipendenti Dussmann della provincia di Massa Carrara tornano, per così dire, sulla stessa barca: Dussmann avrà 120 giorni di tempo per decidere se procedere ai licenziamenti o tentare una nuova trattativa, con i singoli lavoratori, nella speranza magari di sovvertire l’esito del referendum.

I posti a rischio sono 14, di cui 4 a Carrara, 4 a Massa, 2 nei distretti della Lunigiana, 2 a Pontremoli e 2 a Fivizzano: questi numeri si riferiscono a “equivalenti full time” e poiché la maggior parte delle dipendenti Dussmann ha un contratto part time, le vittime dei licenziamenti potrebbero dunque essere più di 14.

Con oggi intanto si chiude il periodo di cassa integrazione concesso alla srl: dal primo gennaio, in attesa che trascorrano i 120 giorni di tempo scattati a seguito del mancato accordo, le lavoratrici dovrebbero tornare al precedente contratto anche se, vista la fumata nera di ieri mattina, il condizionale è quanto mai d’obbligo.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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