Gioco
Bienaimè: l’amministrazione agevola soltanto i poteri forti
L’esempio delle cave: «Il fatto di non rilasciare le concessioni e non applicare il regolamento finisce per favorire le rendite parassitarie e anche sull’area di Costa si preferisce delegare»
CARRARA. Bilancio di fine anno per Claudia Bienaimè, consigliera della coalizione Carrara Bene Comune: «Finalmente Carrara ha un’opposizione che fa il suo lavoro ma dalla minoranza è più difficile portare a casa risultati concreti» ha spiegato l’ex candidata sindaco che sull’operato dell’amministrazione osserva: «Dal mare ai monti, stanno rinunciando a legiferare, ma non è un caso, lo fanno solo per agevolare i poteri forti».
«La vera novità del 2013 è stata che, a differenza degli anni precedenti, anche a Carrara c’è stata un’opposizione vera»: c’è soddisfazione nelle parole che Claudia Bienaimè, consigliera della coalizione Carrara Bene Comune (Idv, Verdi, Fabbrica della Sinistra e Carrara Bene Comune) sceglie per aprire il suo “bilancio di fine anno”.
Dopo le amministrative del giugno 2012 e i primi mesi di assestamento, nell’anno che volge al termine le opposizioni in consiglio comunale sono entrate nel vivo del loro operato: «Con i 5 Stelle abbiamo dato vita una collaborazione serrata, su tanti temi siamo in sintonia e credo che abbiamo svolto bene il nostro ruolo» ha esordito la Bienaimè ammettendo al tempo stesso che «dai banchi della minoranza non si possono comunque ottenere grandi risultati e l’obiettivo è sempre quello di proporre un’alternativa all’attuale governo della città». Anche per questo la consigliera ha deciso di proporre il suo bilancio di fine anno e ribattere – a distanza - alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal sindaco Angelo Zubbani: «Lui ha detto la sua ora vi spiego come la vediamo noi» ha attaccato la Bienaimè, iniziando dal tema più scottante della politica locale, ovvero la gestione del lapideo.
«L’amministrazione non vuole regolamentare il settore, tempo fa si parlava di Far West e credo che l’analisi di Arpat (di cui abbiamo dato notizia ieri sulle pagine del nostro giornale, ndc) confermi che ancora oggi è così» ha dichiarato la consigliera, accusando il municipio di non avere «un piano di gestione per mantenere quel patrimonio» ma anzi di «agevolare alcuni poteri forti», non rilasciando concessioni e non applicando il regolamento.
Un esempio su tutti è rappresentato, secondo la Bienaimè, dal caso Ricci- Muttini, le due famiglie in disputa per la cessione di alcuni diritti di concessione: «Questa vicenda dimostra che le cave sono usate come un Bancomat» ha detto la consigliera, parlando di un evidente «tentativo di concentrare tutto in mano di un soggetto solo», “giocando” con la norma del socio esperto e le rendite parassitarie.
Non solo: secondo la Bienaimè le difficoltà denunciate dal municipio sul fronte dei beni estimati sarebbero solo «una scusa, perché il problema vero è come l’amministrazione gestisce gli agri marmiferi».
E proprio in vista della riforma del regolamento, la consigliera avverte: «Gli imprenditori del settore, quelli seri, temono che finisca tutto in mano ai cinesi. Per questo, la gara pubblica per l’affidamento delle concessioni dovrebbe essere blindata, e favorire chi lavora qui ed è legato al territorio».
Ma la critica della coalizione Carrara Bene Comune non si limita certo al settore lapideo: «L’amministrazione ha rinunciato a pianificare lo sviluppo dell’area di costa, delegando tutto all’Autorità portuale, il nuovo Regolamento Urbanistico sarà usato come asso nella manica per la campagna elettorale del successore di Zubbani e anche sulla messa in sicurezza post-alluvione si poteva fare meglio, magari affidando parte degli interventi alle cooperative sociali» ha spiegato la Bienaimè, andando a toccare un altro tema a lei caro.
«Non ci spieghiamo come mai se il comune trasferisce ad Amia un milione di euro all’anno per la gestione del verde pubblico, e l’80% del lavoro è svolto dalle cooperative sociali, poi nelle casse di queste ultime arrivano solo 300mila euro» ha domandato, polemicamente, la consigliera.
Accuse pesanti, quelle rivolte da Claudia Bienaimè all’amministrazione, in uno scontro politico combattuto non solo con le parole ma anche con i fatti: e così, alla vigilia del consiglio comunale, la Bienaimè ha proposto ai colleghi del 5 Stelle di ritardare l’ingresso in assise, per protestare contro la decisione della maggioranza di tagliare i tempi della seduta, rinunciando alla presentazione di mozioni e interrogazioni: «Così si riducono gli spazi della democrazia» ha ammonito la consigliera.
La consigliera di opposizione ha poi ricordato il caso di un edificio di via Vicinale Vignaletto, inizialmente autorizzato per bifamiliare, che poi si è trasformato in sei appartamenti: «Ma il problema più grave - spiega - è che nei pressi vi è un elettrodotto sul quale l’Arpat ha chiesto approfondimenti, a me risulta che quella richiesta di approfondimenti sia arrivata da mesi e non abbia avuto seguito». (c.ch.)
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