Il Tirreno

Quel rubinetto che deturpa la fontana di Borgo del Ponte

Quel rubinetto che deturpa la fontana di Borgo del Ponte

MASSA. «Acqua corrente, che beve il serpente, la beve Dio, la posso bere anch'io.» Non è una filastrocca ma la lettera appesa, come vuole la tradizione, sulla fontana principale di Borgo del Ponte,...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Acqua corrente, che beve il serpente, la beve Dio, la posso bere anch'io.» Non è una filastrocca ma la lettera appesa, come vuole la tradizione, sulla fontana principale di Borgo del Ponte, firmata da «i pontesi» – alcuni residenti del quartiere del Borgo del Ponte – per manifestare disapprovazione per l'installazione di un rubinetto a pulsante sulla statua. E anche se il cartello non ha i toni della satira politica, l'accento ironico fa la protesta dei «pontesi» divertente e pungente. Gli abitanti chiedono, in rima, di trovare una soluzione ornamentale più adatta: stiamo parlando di una fontana del 1565 concessa dal Marchese Alberico. E se non fosse possibile, allora meglio l'acqua corrente di un rubinetto che ne rovina forma e bellezza.

«La fontana restaurata pochi anni fa con il contributo del Quartiere Centro Città – spiegano gli autori del cartello - non è una fontanella comunale qualunque ma qualcosa di molto più importante, e significativo. Se la motivazione poi fosse il risparmio di acqua potabile, sarebbe davvero risibile, visto che tutte le altre fontane cittadine sono a cannella libera. E comunque esistono molti altri sistemi per ridurre i consumi, tanto più che proprio a tre metri dalla fontana c'è una grossa perdita dell'acquedotto comunale che da mesi attende di essere riparata». Per fortuna qualche ragione che rende questa storia a lieto fine c’è: accanto alla fontana i lavori di lastricatura effettuati su Borgo del Ponte, Santa Lucia e via Palestro, stanno permettendo una riqualificazione dei due quartieri: «I lavori si sono rivelati importanti – spiegano dalla neo nata Associazione Borgo del Ponte e Santa Lucia - Sono stati rifatti i sottoservizi, in particolare le fognature bianca e nera, con la scoperta di centinaia di allacci malridotti o abusivi che scaricavano le acque nere delle abitazioni nelle fognature bianche destinate a raccogliere le acque di pioggia, o viceversa immettevano le acque di pioggia nelle fogne nere». Non resta che attendere la fine degli interventi tra via Palestro e via Magenta e sperare - questo l'appello rivolto all'Amministrazione - che i lavori possano continuare e raggiungere anche l'incrocio con via Massa Tambura.

Alessio Profetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa