Italia
Paolini: i locali non c’entrano
Il rappresentante di Sel critica l’iniziativa del sindaco: «È dannosa. Deve ritirarla»
MASSA. Apre subito un dibattito la decisione del sindaco Alessandro Volpi di chiudere i locali del centro storico alle 2 della notte dopo il duplice omicidio all’alba del 25 dicembre.
«La decisione è inutile, dannosa e pertanto sbagliata – apre Carlo Paolini, esponente di Sel – È opportuno che l'Amministrazione comunale la ritiri». «Le cause dell'omicidio non stanno nell'apertura dei locali fino a tarda ora – motiva – esattamente come non sta nel termometro la causa della febbre. Il disagio e il degrado sociale, il regresso culturale e la mancanza di prospettive che colpiscono soprattutto i giovani nel nostro territorio provocano episodi estremi e violenti. Non si può nascondere la testa sotto la coperta mandando i giovani a letto presto».
I rappresentanti delle forze dell'ordine e della magistratura – continua Paolini – hanno colto le dimensioni sociali e culturali del problema. Stupisce che non le colga il Sindaco».
Secondo il rappresentante di Sel «gli effetti del provvedimento saranno inutili perché i giovani di Massa si sposteranno nelle città vicine o in luoghi privati o bivaccheranno in una città buia e deserta con le conseguenze prevedibili. I cittadini del centro storico non vivranno meglio e l'economia cittadina non avrà alcun beneficio. Una amministrazione comunale democratica e progressista dovrebbe intervenire in tutt'altro modo È facile avanzare proposte». Ecco le sue: « Rafforzare – elenca Paolini – la presenza delle forze dell'ordine e della polizia urbana nelle ore notturne. Ciò comporta maggiori costi ma le cifre sono sostenibili. Sprecati sono i soldi per le telecamere, perché a un malintenzionato è sufficiente un casco per eludere ogni ripresa. Nei quartieri periferici – descrive ancora l’esponente di Sel – occorrono punti di riferimento della pubblica amministrazione per contrastare l'abbandono e l'isolamento. La Pa con le scuole deve programmare interventi educativi rivolti ai giovani sui tossicodipendenze, alcolismo, violenza, uso dei media ...; deve promuovere forme di partecipazione democratica; la città è povera di luoghi di incontro e di iniziativa culturale in centro come in periferia. Il centro storico o Marina – conclude Paolini – non possono essere solo una fila di negozi o di locali, i cittadini non sono solo clienti».
Anche Valeria Palmegiani (Giustizia e Libertà) interviene: «La speranza è che quelli successi – scrive – siano atti di delinquenza isolati che, comunque, fanno riflettere sullo stato di degrado sociale nel quale crescono i ragazzi. La paura è che ci si trovi di fronte a bande organizzate di giovani criminali. Fenomeno che Massa sentiva come problema lontano La realtà sta cambiando. E anche le piccole città come Massa devono affrontare questa emergenza».
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