Il Tirreno

Ora si cercano i complici e i testimoni

Ora si cercano i complici e i testimoni

Gli inquirenti danno la caccia a chi ha partecipato alla rissa finita con il doppio omicidio. E qualcuno ha visto tutto

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MASSA. L'arresto con misura cautelare in carcere per Andrea Mazzi, accusato della morte di Andrea Fruzzetti, 23 anni e di Enrico Baria, 30 anni, uccisi a coltellate la notte di Natale, è stato convalidato dal giudice ieri mattina e adesso la Procura può proseguire con le indagini, affidate sia al Nucleo Investigativo dei Carabinieri che alla Squadra Mobile di Massa, che sulle faide cittadine già aveva messo mano da tempo.

In queste ore si è chiuso il cerchio attorno a varie persone che il 25 dicembre sono state testimoni diretti e indiretti dell'omicidio e spuntano nuovi nomi. Insomma, secondo le prime indagini Andrea Mazzi non era solo in piazza Mercurio dove è scoppiata la rissa finita a coltellate e non erano sole neanche le due vittime, Fruzzetti e Baria: con loro c'erano sicuramente altri tre ragazzi (quelli rimasti feriti nel parapiglia, tra cui il fratello di Fruzzetti), ma probabilmente il gruppo era ancora più folto.

Andrea Mazzi, nell'interrogatorio avvenuto venerdì davanti al Pm Rossella Soffio, avrebbe detto di essere stato accerchiato e aggredito da numerosi ragazzi che lui non conosceva. «Se queste persone esistono- ha commentato il Procuratore Aldo Giubilaro- noi le troveremo e le ascolteremo».

Stesso commento anche su uno dei personaggi chiave della vicenda, il cittadino extracomunitario che la sera di Natale, secondo l'avvocato Enzo Frediani, si trovava nel pub Odissea e che, vessato dal gruppo di Fruzzetti e Baria, pare sia stato difeso da Mazzi.

«Ammesso che esista anche questa persona- ha detto Giubilaro- verrà sentita per confermare i fatti avvenuto prima dell'omicidio». Le indagini infatti, continua il procuratore, si dividono in due filoni: il primo si concentra sull'episodio di Natale, sulla piazza come luogo dell'accoltellamento di Fruzzetti e Baria, mentre il secondo filone cerca di capire se i fatti siano collegati da un unico movente, quello della vendetta all'interno di lotte tra faide cittadine. La Squadra Mobile di Massa, sotto la guida di Antonio Dulvi Corcione, si sta concentrando soprattutto sui possibili "complici" di Mazzi: la Procura non esclude, infatti, che il giovane possa essere stato aiutato da qualcuno nel mezzo del parapiglia.

Un'ipotesi che vedrebbe riscontro, sempre secondo la Procura, nel fatto che se Mazzi fosse stato solo contro tanti, forse non l'avrebbe avuta vinta con tanta facilità su cinque persone, pur avendo trovato, come da lui sostenuto, un coltello da usare come difesa. Invece Mazzi è riuscito ad infliggere 11 coltellate in totale a Fruzzetti e Baria, di cui alcune anche alla schiena del 30 enne che forse cercava di scappare, senza che nessuno sia riuscito a fermarlo. I punti in ombra di quella dannata notte del 25 dicembre sono però anche altri: numerose auto, parcheggiate sia davanti al pub Odissea che in altre traverse del centro storico, sono state ritrovate danneggiate, con vetri distrutti e carrozzerie ammaccate e le prime voci di residenti e cittadini, che avevano assistito loro malgrado ai fatti, sostengono siano stati proprio i ragazzi che poi si sono ritrovati in piazza Mercurio. Erano ubriachi? Erano gli stessi che poi si sono ritrovati nell'Odissea? Oppure era la comitiva di Mazzi che ha agito così prima di entrare nel pub? Il Procuratore Giubilaro ha garantito che gli esami su Mazzi per capire se quella sera avesse fatto uso di droga o alcol, saranno pronti lunedì mattina. E dunque le condizioni del ragazzo la notte dell'omicidio, sono un tassello importante per le indagini. Infine parte anche un appello a chi possa aver visto qualcosa, aver assistito ai fatti dentro e fuori l'Odissea e a chi possa aiutare a riconoscere i responsabili, i protagonisti della vicenda.

Manuela D’Angelo

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