Sicurezza
Cinquemila nuovi poveri in tre anni
Aumentati in maniera esponenziale i pasti serviti alla mensa della Caritas. Volontari non stop anche a Natale e Capodanno
CARRARA. Pizza calda come antipasto. Lasagne al forno. Agnello e verdurine fritte in pastella. Panettone e frutta. È stato questo il menù di Natale preparato alla mensa della Caritas, a Marina.
Lo hanno gustato una trentina di persone («La metà dei nostri utenti abituali perché con i bus fermi per le feste, in molti non sono riusciti a raggiungerci» dicono dalla segreteria della onlus) quasi tutti, fatta eccezioni per due albanesi, nostri concittadini. Sono i nuovi poveri, quelli che i conti con la crisi li fanno sulla propria pelle: persone sole che con la pensione minima non arrivano a fine mese, padri separati che, pur lavorando, con l’assegno familiare e l’affitto da pagare si ritrovano a non avere i soldi per mangiare, ma anche disoccupati da lungo tempo, che hanno già dato fondo ai risparmi di una vita. E le famiglie sfrattate che, al momento non sanno dove andare. «Una volta il grosso erano gli stranieri - fanno notare alla mensa - adesso gli italiani sono alla pari: prima erano solo il 25% di coloro che venivano per i pasti, adesso sono il 50%».
Cinquemila pasti in più: è l’effetto della crisi. «L’anno peggiore è stato il 2011 (raccontano al centro sociale Caritas dell’Annunziata Onlus, dove nessuno dei volontari vuole apparire in prima persona perchè “il carretto si tira tutti insieme, senza protagonismi”): da 15mila pasti siamo passata a 20mila l’anno: un aumento di 5mila utenti, nel giro di pochi mesi. Da allora le cose si sono assestate, ma i numeri sono rimasti molto alti. Quest’anno, fino ad ora, abbiamo servito 21.348 pasti caldi, mancano giusto quelli da qui alla fine dell’anno».
Sì perchè la mensa di via Bassagrande a Marina è aperta tutti i giorni, 365 giorni l’anno. «Anche a Natale, a Pasqua, Capodanno, Ferragosto e tutte le feste comandate» dicono dalla associazione onlus che vanta 78 soci e un esercito di volontari: sono 150 e la domanda è in continuo aumento. A mandare avanti la mensa sono 10-12 cuochi, volontari (insegnanti in pensione, casalinghe, infermiere) che donano 2 ore la settimana agli altri. Ogni settimana c’è una coordinatrice e 7 “capochef” che insieme decidono il menù. Insieme alla vicecuoca (l’unica assunta part time dalla onlus) e in base alle materie prime che quel giorno sono a disposizione.
Sempre più richieste per diventare volontari. «L’ultimo consiglio della nostra associazione c’è stato proprio l’altra sera - ci informano - e le domande per diventare volontari alla nostra mensa sono state sei. Succede così, spesso ce ne sono anche molte di più ad ogni consiglio. Qui abbiamo la gente che ci telefona: “Ma non mi chiamate a fare il volontario?”».
Insomma in una città alle prese con mille difficoltà quello che non sembra proprio mancare è lo spirito solidale. «Mai come ora - dicono alla Caritas - sentiamo il calore della gente. C’è chi si è prenotato per fare volontariato alla mensa non solo per il giorno di Natale, ma già anche per il primo gennaio. È una richiesta continua di poter collaborare che proviene anche da industriali del marmo, professionisti, pasticcieri, fruttivendoli, che danno il proprio contributo. Oltre alla Coop che ci fornisce il grosso insieme alla Gea: questo ci consente di offrire pasti completi, dal primo piatto al dolce».
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