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pochi controlli

Benedetti: caro Giubilaro, sarà meglio blindare la città

MASSA. «Caro Procuratore, credo che sia venuto il momento di blindare la città. Sarà necessaria una postazione mobile per tutta la notte, il passaggio continuo delle volanti e l'istituzione di...

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MASSA. «Caro Procuratore, credo che sia venuto il momento di blindare la città. Sarà necessaria una postazione mobile per tutta la notte, il passaggio continuo delle volanti e l'istituzione di carabinieri di prossimità che perlustrino il centro fino alla mattina». A rivolgersi così al procuratore-capo Aldo Giubilaro è il consigliere comunale Stefano Benedetti. Perchè? Perchè «La dichiarazione del Procuratore "i cittadini devono stare tranquilli, i controlli ci sono", mi sembra alquanto fuori luogo e non corrispondente alla realtà. Posso assicurare – dice Benedetti – e con testimoni, che questa notte (quella tra venerdì e sabato, per chi legge, ndr) dall’una alle tre, nel centro di Massa, è transitata una sola pattuglia della Questura, nonostante i fatti accaduti e la presenza di centinaia di ragazzi. Nella stessa notte – prosegue il consigliere – alcuni circoli continuavano a sparare musica a forte volume, tant'è che i residenti di via Alberica sono stati costretti a sollecitare l'intervento dei carabinieri. Uno dei principali motivi per i quali il centro si è trasformato in caos e anarchia totale è la carenza dei controlli».

Benedetti precisa poi altra cosa che ha a che vedere con il disco-pub Baraonda. «Il riferimento alla mia persona espresso attraverso i media da Michele Bardazzi (il titolare del locale Baraonda, ndr) è – sottolinea Benedetti – completamente falso. Non è vero che l’ho attaccato perché i suoi “buttafuori utilizzavano il metal detector" , ma perché alcune ragazze avevano denunciato di essere state perquisite all'ingresso con “palpazione manuale” e per questo motivo avevo presentato denuncia. Successivamente a questo episodio, avevo recapitato alle autorità competenti 400 firme di residenti con la specifica richiesta di eliminare tutti i disagi patiti per cause facilmente riconducibili alla presenza del locale. Oggi, ribadisco la mia convinzione che la chiusura definitiva di questo locale, per motivi legati alla sicurezza e all'ordine pubblico, deve costituire una priorità su altre iniziative. Questa discoteca – motiva Benedetti – è un luogo di risse. Un campo di battaglia sul quale prefetto, questore e sindaco devono assumersi ciascuno le proprie responsabilità future, in caso di altri eventuali episodi di violenza». «Per questo motivo – conclude – chiedo l' emissione di un'ordinanza di chiusura per i gravi fatti accaduti in passato, per motivi di ordine pubblico e sicurezza, oltreché per gli schiamazzi notturni».

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