Sicurezza
«Il vento mi ha sdradicato la tettoia»
Giancarlo Ricci: è volata su Miseglia colpendo alcune case, spero in un risarcimento a causa del maltempo
CARRARA. «La lamiera del tetto è volata in un attimo, fino a metà paese, sopra le case, colpendo comignoli, antenne, lucernari, si è quasi incastrata in una finestra, piombando alla fine in una stradina. Per fortuna non ha colpito persone. Ma ora dovrò affrontare i danni».
Giancarlo Ricci, 76 anni, abita in via Fantiscritti a Miseglia e racconta di cosa è successo poco prima delle 21 il giorno di Natale.
Il forte vento gli ha sdradicato la tettoia in lamiera sopra un soffitto di cemento, dello stabile che tanti anni fa era un ristorante («si chiamava il Panorama», chiuso da 10-15 anni) con bar.
«Sono stato in Comune, e alla Protezione civile per segnalare il fatto, – dice Giancarlo Ricci – ma non so se avrò risarcimenti per il danno causato allo stabile dal nubifragio. Ci spero. Ora c’è la conta dei danni subiti anche dai miei vicini».
Quella lamiera «di circa 70 metri quadrati complessivi», e fissata in pezzi allo stabile, se l’è portata via il forte vento di Natale.
«Una tromba d’aria ha strappato la tettoia. Saranno state le nove meno un quarto di sera. Lo stabile ha una copertura fatta con una soletta in cemento, ma senza la tettoia ora ci entra l’acqua piovana. Hanno subito danni anche alcun i piloni. Il giorno stesso del disastro sono venuti i vigili del fuoco a fare il sopralluogo all’edificio, e hanno scritto il loro verbale».
L’anziano spera di poter ottenere qualche risarcimento per calamità naturale.
Ricci non riesce a dimenticare quella notte: racconta che i pezzi di lamiera, finiti in una stradina del paese, dopo il pericoloso volo, sono piombati a terra in un punto dove in quel momento «per fortuna» non stava passando nessuno, e poi sono stati da lui fatti rimuovere, «perché lì, nella pubblica via, non ci potevano stare».(c.car.)
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