Il Tirreno

Il Pm è sicuro: c’è premeditazione

di Manuela D'Angelo
Il Pm è sicuro: c’è premeditazione

Andrea Mazzi è stato interrogato dal pubblico ministero A suo carico: coltello, abiti insanguinati e le frasi su Fb

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MASSA. Per la Procura l'accusa è di duplice omicidio con l'aggravante della premeditazione: parliamo di quanto viene per ora “addebitato” a Andrea Mazzi, (nella foto) 21 anni, al momento in stato di fermo, responsabile presunto della mattanza della notte di Natale in cui sono stati accoltellati Andrea Fruzzetti 23 anni e Enrico Baria di 30, entrambi di Montignoso.

La notte della tragedia. Tutto parte dal Circolo “L’Odissea” (che non è più circolo Acli, spiega il presidente provinciale dell’associazione cattolica Stefano Lorenzelli) di via Beatrice. Quello che è accaduto all'interno del locale (dove non ci sono telecamere) lo stanno verificando gli inquirenti, attraverso le testimonianze del titolare e delle persone presenti. I fatti poi si spostano in piazza Mercurio, dove Andrea e Enrico sono stati uccisi, raggiunti da un coltello “da Rambo", come l'ha definito il capitano del nucleo investigativo dei carabinieri, Giuseppe Saccomanno: lungo 23 cm, di cui 10 di lama, larga tre dita, punta irregolare, facilmente reperibile anche on line. Quel coltellaccio ha colpito in tutto 11 volte.

L’interrogatorio. Andrea Mazzi è stato per più di un'ora sotto torchio del pm Rossella Soffio, titolare delle indagini, ma la Procura non ha reso noto l'esito dell'interrogatorio. «Abbiamo il coltello – spiega il Pm –e abbiamo i vestiti insanguinati che appartengono a Mazzi. Queste sono le nostre certezze al momento. Sulle motivazioni, invece, stiamo lavorando. Le indagini sono agli inizi». L'inchiesta è appena partita, e con tutte le difficoltà di lavorare nei giorni di Natale: ad esempio, ancora non sono pronti gli esami riguardanti l'utilizzo di alcol o di stupefacenti.

L’aggravante. La Procura chiede l'aggravante della premeditazione. Perché? Intanto l'arma del delitto: non un coltellino di quelli a serramanico che chiunque potrebbe avere in tasca, ma un coltello “da Rambo" Poi c'è la coltellata «precisa, fortissima e diretta al cuore», come ha detto la Soffio: una coltellata che difficilmente, secondo la Procura, può passare per un colpo sferzato per difendersi, o partito per sbaglio in un parapiglia. Poi, ancora, ci sono i profili Facebook, da cui la Procura sta traendo informazioni su ragazzi che potrebbero essere stati coinvolti a vario titolo nell'episodio di Natale.

Gli interrogativi. Mazzi conosceva Fruzzetti? Gli aveva fatto un torto o ne aveva ricevuti? Si offesi o minacciati? La Procura indaga e non ignorare – è quanto emerge – neppure quel post che sulla pagina Fb di Mazzi dice «stasera tutti quelli in giro che hanno i nomi che finiscono con “ino piangeranno», soprattutto perché si sa che Andrea Fruzzetti era chiamato Andreino. La premeditazione, al momento ancora imputazione preliminare, secondo la Procura deriva anche da una serie di episodi, alcuni lontani anche quattro anni fa, che però vedono coinvolti sempre le stesse facce: «Ci siamo accorti che certi nomi- dichiara il procuratore Aldo Giubilaro- ricorrono sempre, e stiamo facendo tutte le verifiche necessarie su questi collegamenti». Tanti episodi, dice la Procura, tra cui l'ultimo, avvenuto al Baraonda, il 20 dicembre, dove è scoppiata una rissa finita con un accoltellamento. Quella notte fu arrestato Giacomo Pucci, 26 anni, anche lui tra gli amici di Facebook di Mazzi; poi si parla della rapina al bar pizzeria di Mazzi, avvenuta nel novembre del 2011, durante la quale sparì una sacca piena di armi di sua proprietà e infine la rissa con spranghe in piazza Fabrizio De Andrè a Cinquale, lo scorso 27 ottobre, dove volarono sedie e bottiglie di vetro.

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