Proteste
E il Baraonda resta chiuso per protesta
Il titolare Michele Bardazzi: «Sono vittima delle risse. Avevo messo i metal detector, me li hanno fatti togliere»
MONTIGNOSO. Il Baraonda rimarrà chiuso dieci giorni, Capodanno incluso, in segno di protesta per i fatti accaduti in questi giorni. Eventi che hanno trascinato lo stesso locale in un’ondata di polemiche, in particolare su Facebook dove si parla del locale come “covo di violenza”, a cui adesso il titolare, Michele Bardazzi, vuole mettere fine. «Purtroppo – commenta - per l'opinione pubblica capita non di rado di sentire superficialmente accusare il locale come uno dei fulcri dove si sviluppano e attecchiscono questi focolai di guerriglia urbana, senza provare a guardare leggermente oltre e capire il vero disagio che questa città sta vivendo e questa profonda crisi di valori».
Il locale ha effettivamente registrato negli ultimi anni un'escalation di violenza diventando sempre più teatro di numerose risse. L’ultima una settimana fa, quando un litigio fra due bande di ragazzi si è concluso, come noto, con due feriti – uno grave – e un arrestato, Giacomo Pucci. Ma non bisogna andare molto indietro nel tempo per rispolverare altre scene violentei.
Risale a maggio un altro episodio durante il quale un gruppo di giovani fra i 20 i 25 anni mise sottosopra il locale, lanciando sedie, bottiglie e minacciando i dipendenti. Fatti conclusi con due denunce per danneggiamento e minacce che però, ci tiene a precisare Bardazzi, non dipendono dal locale.
«Se è successo – spiega - che il nostro locale è stato teatro di fatti incresciosi dove bande di opposte fazioni si sono scontrate, è piuttosto chiaro ed evidente che il problema non sia da ricercare nel locale ma nella città e nei suoi problemi, per di più – ricorda Bardazzi – l’estate scorsa sono stato attaccato sui giornali dal consigliere comunale Stefano Benedetti, perché i miei buttafuori utilizzavano il metal detector. Sono stato etichettato come fascista per uno strumento che a mio avviso era di prevenzione a tragedie. Li ho tolti, per non suscitare ulteriori polemiche, ed ecco i risultati. Che altro fango devono gettare adesso sul mio locale?».
Il titolare aveva già espresso nei giorni scorsi la sua disperazione per questo dilagare di violenza che sta letteralmente mettendo in ginocchio il locale.
«“La cosa che mi fa rabbia – continua – è che molti di loro li ho già denunciati e continuano ad andare in giro armati. Quelli coinvolti in questi ultimi fatti, sono gli stessi che mi misero sottosopra il locale più volte. Sono io stesso una vittima». Il locale quindi rimarrà chiuso fino al 3 gennaio. Un gesto – spera Bardazzi – che potrebbe essere emulato da altri locali del territorio, anche loro spesso ring di guerriglia urbana.
«Rimaniamo aperti però- conclude – per chi abbia voglia di parlarne, di confrontarsi e capire come superare insieme questo problema».
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