Sicurezza
Deserta l’asta della segheria di Giulio Conti
Nessuno si è presentato alla convocazione prima di Natale per l’incanto dei beni mobili della Sesgra
CARRARA. È andata deserta, la prima chiamata all’asta della segheria dell’ex sindaco Giulio Conti convocata in tribunale a Massa prima di Natale. La seconda convocazione per l’incanto dei beni mobili della ditta del’ex primo cittadino non è stata ancora fissata.
Dagli armadietti degli operai a 400 lastre di marmo, ma anche arredamenti da ufficio, una macchina, un furgone, una betoniera e cinque compressori: questi i beni che dovevano essere battuti.
Si tratta di quattro lotti dell’azienda di via Longobarda, la Sesgra, liquidata dopo il crac del 2012.
Il curatore del fallimento, della ditta di segagione di granito dell’ex sindaco è il dottor Tomas Tonarelli, e, anche nella prossima convocazione el materiale lapideo partirà da un prezzo base di 32mila euro, le attrezzature da 12mila euro, 4mila euro per una Panda e un furgone e circa 800 euro è la base d’asta per gli arredi da ufficio.
Il tribunale di Massa ha disposto la vendita dei “beni mobili” della segheria di proprietà dell'ex sindaco di Carrara.
All'asta finiscono anche i 26 armadietti in ferro degli ex operai inseriti in uno dei quattro lotti che comprendono pure una Fiat Panda, un furgone Volkswagen, un muletto, una betoniera, cinque compressori e ancora una cisterna da 2000 litri, circa 400 lastre di marmo, tra quarzit India, Llla Gerais, Forest Blue, Baltic Brown, quarzite rosa, Angola Blask, Marrocos, Nero Zimbabwe, Nero Africa, l'arredamento delgi uffici, computer, stampante e fotocopiatrice. Il marmo è inserito nel terzo lotto con un prezzo base d'asta di 32 mila euro; gli armatori e l'attrezzatura è valutata 12 mila euro, 800 euro l'arredamento ufficio e 4mila euro i due mezzi.
La Sesgra era stata liquidata nel 2012 e i debiti aveva raggiunto circa due milioni di euro.
La segheria era stata acquistata da Giulio Conti ad inizio 2005 per un milione e 300 mila euro.
L'ex sindaco aveva l'usufrutto vitalizio del complesso e i soci della Sesgra, nel 2005 erano Luciano Giorgi al 10%, quote che gli aveva ceduto, per 100mila euro, lo stesso Giulio Conti e la Treci srl al 90%, vale a dire la società di famiglia dell'ex primo cittadino.
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