Il Tirreno

Andrea era tornato a casa Enrico amava i suoi setter

di Giovanna Mezzana ; di Giovanna Mezzana
 Andrea era tornato a casa Enrico amava i suoi setter

Oggi alle 15 nella chiesa di Cinquale i funerali dei due giovani accoltellati Don Maurizio li ricorda nelle occasioni più liete: ai battesimi e alle processioni

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MONTIGNOSO. Lo porterà Don Maurizio Iandolo, parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano di Cinquale, il carico di trovare le parole per l’estremo saluto a Andrea Fruzzetti e Enrico Baria, i due giovani montignosini di 23 e 30 anni, morti – accoltellati – la notte di Natale.

I funerali si celebrano oggi pomeriggio, alle 15, nella chiesa di Cinquale. E se precedenti impegni glielo consentiranno, potrebbe essere presente anche il vescovo, monsignor Giovanni Santucci: è l’auspicio di molte famiglie di Montignoso perchè «questo è un fatto agghiacciante che ha sconvolto l’intera comunità».

Vicini alla chiesa. Per don Maurizio si tratta di dare l’onore ultimo a due giovani che conosceva in prima persona. «Andrea – ci dice il parroco di Cinquale parlando sottovoce – è stato padrino all’ultimo battesimo che ho celebrato, qualche mese fa». Quell’occasione sì che era stata una festa: si dava la veste d’immmortalità alla figlioletta del fratello Alessandro, rimasto ferito (per difendere Andrea) durante l’alba tragica di Natale. Enrico invece aveva preso parte alla vita della parrocchia persino poche ore prima di essere ucciso: in molti lo ricordano la sera del 24 dicembre alla tradizionale processione della Vigilia. Era insieme al fratello Emilio, che avrebbe dovuto impersonificare San Giuseppe nel presepe vivente di Cinquale.

Enrico e i suoi cani. I frequentatori del bar Gastone ieri ricordavano Enrico: «È come se lo avessimo qui, ora, davanti a noi – dicono – La sera faceva un salto al bar. Aveva sempre il sorriso stampato sulla bocca». Figlio di Celestino Baria, lo chef dell’Eden, Enrico lavorava come carpentiere: a Montignoso e dintorni, ma anche su piazze “buone” come la Versilia e Forte dei Marmi. «Si toglieva la voglia di lavorare (come si suole dire, ndr)» descrivono amici e conoscenti, ma aveva anche una grande passione che animava il suo tempo libero: la caccia. E i cani. Setter e pointer, che persino allevava nella casa alla Renella, vicino al campo sportivo. faceva vita di paese Enrico, ma si spostava anche a Cinquale: dallo zio Carlo, ad esempio, pescatore professionista. Ecco perchè in molti lo ricordano anche nelle sue frequentazioni al porticciolo di Cinquale.

Andrea era tornato. Era stato per un po’ fuori Montignoso Andrea «per lavoro – dicono le zie – ma ogni settimana tornava sempre perchè era legatissimo alla sua famiglia». Dava una mano nella ditta di pulizie dei suoi parenti, e aveva un forte legame sia con il fratello Alessandro che con la sorella minore Sara, che all’alba del giorno di Natale si è trovata, tragicamente, a soccorrerlo.

Gli amici disperati. È stato un via-vai incessante, ieri, alla camera mortuaria di Massa. Genitori, parenti e tantissimi amici hanno voluto vedere per l’ultima volta Andrea ed Enrico.

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