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Yard Pignone, Rossi rassicura ma Fdi non si fida

Yard Pignone, Rossi rassicura ma Fdi non si fida

Il governatore ha risposto a una interrogazione di Fratelli d’Italia: «Nessun palo piantato in quell’area»

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CARRARA. Il presidente della Regione Enrico Rossi assicura che nell’area Yard del Nuovo Pignone ad Avenza non sono mai stati collocati pali nel terreno ancora contaminato ed inserito nel Sin fino a due mesi fa.

Secondo il governatore, le attività svolte dal Pignone nella zona in questione «non hanno necessitato e necessitano di nessun palo infisso nel terreno e non vi sono pertanto motivi di ricorrere a scavi o indagini sui terreni o sulle falde circostanti».

Lo ha dichiarato in una nota, replicando ad un’interrogazione a risposta scritta presentata dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Marina Staccioli, Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi.

I tre esponenti dell’opposizione si erano attivati sulla base di un documento ufficiale del Comune di Carrara, che il governatore toscano sembra smentire seccamente.

Ad allarmarli era stato, infatti, il “Documento preliminare ai fini della verifica di assoggettabilità alla procedura di valutazione ambientale strategica (Vas)”, datato ottobre 2011 e commissionato dal Comune alla biologa Antonella Grazzini e all’architetto Fabio Nardini per predisporre la variante urbanistica adottata lo scorso 26 novembre dal consiglio comunale, che trasforma in terreno industriale parte dell’area retro portuale apuana, consentendo al Pignone di espandervi la sua attività di costruzione di maxi-turbine a metano destinate all’Australia.

In effetti, a pagina 67 di questa relazione tecnica, approvata dalla giunta Zubbani come allegato alla delibera n. 514 del 3 novembre 2011, Grazzini e Nardini scrivono che per realizzare le platee a sostegno delle gigantesche turbine costruite dal Pignone ad Avenza «nella Yard si è reso necessario l’utilizzo di pali infissi fino a 18 metri di profondità e del diametro di 900 mm».

Secondo i consiglieri regionali di FdI quanto riferito dai due professionisti proverebbe una grave violazione del codice ambientale, che nelle aree Sin, quale era la Yard all’epoca dei fatti, vieta di praticare alcun tipo di scavo, anche di pochi centimetri, se prima non è stata presentata una certificazione attestante il completamento della bonifica.

Nella loro interrogazione gli esponenti di Fratelli d’Italia citavano anche il verbale della conferenza dei servizi sul Sin apuano, convocata il 10 febbraio 2009 al ministero dell’ambiente, che individuava nella Yard “suoli risultati contaminati da selenio”, metallo pesante tossico ed una falda acquifera con composti cancerogeni (organoclorurati, idrocarburi clorurati e alogenuri) quali policlorobifenili, dicloroetilene, dicloropropano e dibromoetano, in concentrazioni 20 volte superiori ai limiti stabiliti.

«In quella zona -denunciava la Staccioli- la falda si trova ad appena due metri di profondità; quindi conficcare nel terreno dei pali ad una profondità di quasi 20 metri comporta che i veleni presenti nella falda superficiale, rilevati dalle analisi, vengano trascinati in quella più profonda, inquinando anch’essa».

Ma come detto la riposta del governatore Enrico Rossi è rassicurante.

Secondo il governatore i moduli costruiti finora dal Pignone a Carrara sono stati assemblati e spediti “senza che questo abbia comportato la realizzazione di palificate o opere strutturali”, ma solo “di piazzali e attrezzature di superficie”.

La Staccioli, tuttavia, non si ritiene soddisfatta, chiedendosi come potessero restare in equilibrio sul terreno, senza appoggi fissi, delle turbine pesanti più di 2.500 tonnellate.

«La versione del governatore -ha detto- contrasta fortemente con quella dei due tecnici incaricati dal Comune di Carrara. Se nella Yard non sono stati piantati pali, perché due professionisti affermano il contrario? Rossi continua a fornire risposte evasive e superficiali, senza spiegare che fine abbiano fatto le terre degli scavi che, inquinate, avrebbero dovuto essere smaltite in idonea discarica. Visto che ha tolto la delega alla valutazione di impatto ambientale all’assessore di riferimento Anna Rita Bramerini e rimosso il dirigente del settore Fabio Zita, assumendo direttamente tali funzioni, il governatore dovrebbe dedicare maggior attenzione a questi problemi, soprattutto quando riguardano il territorio di Massa-Carrara, che per l’inquinamento ha già patito tanto».

Sulla vicenda interviene anche Cesare Micheloni, esponente apuano di Fratelli d’Italia, richiamando i consiglieri comunali che hanno approvato la variante dell’area retro portuale a valutare più scrupolosamente la questione e sollecitando le autorità competenti ad effettuare nella Yard controlli rigorosi, per confermare o escludere definitivamente la presenza dei pali all’interno dell’area gestita dal Nuovo Pignone lungo il viale Zaccagna a Marina.

David Chiappuella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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