Il Tirreno

Sott’acqua i guadi sul Teglia e sul Mangiola

Sott’acqua i guadi sul Teglia e sul Mangiola

Il sindaco di Mulazzo: «Traffico deviato, tante criticità». E una commerciante chiude per protesta

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MULAZZO. «Situazione critica, qua è piovuto tantissimo», ha detto ieri mattina il sindaco di Mulazzo Claudio Novoa, al termine di soprallluoghi sul territorio, e principalmente ai due guadi che sono stati sommersi dalla piena dei torrenti Teglia e Mangiola.

Due guadi artificiali realizzati a seguito degli eventi laluvionali che hanno danneggiato i ponti, costringendo il COmune a predisporre persorsi alternativi di emergenza per la popolazione in attesa che i ponti tornino transitabili.«Abbiamo dovuto chiudere al transito il guado sul Teglia a Castagnetoli e quello sul Mangiola ad Arpiola». Un ointervento scattato l’altra sera per precauzione, spiega il sindaco. «E per i prossimi giorni ci saranno vie alternative: per Mulazzo si deve pasre da Gasvedo; e per Castagnetoli si passa da Busacca». Si allunga il percorso di due o tre chilometri.«Ma il maltempo che a Mulazzo si è configurato come un’altra bomba d’acqua, ha provocato anche altri danni - aggiunge Novoa – cosgringendoci a tenere aperto il centro della protezione civile 24 ore su 24. Canali esondati anche a causa di tombature, piccole frane, piante cadute sulle vie. Gli operai hanno lavorato per ripristinare condizioni di normalità, ma questa ondat a di maltempo ha di certo riacutizzato le criticità del territorio. Nei prossimi giorni– conclude Novoa – faremo un censimento dei danni. Per quanto riguarda i ponti, speriamo che i lavori partano presto, la Regione dovrebbe procedere alle gare ed assegnare gli appalti entro febbraio o marzo del prossimo anno».

Non c’è proprio pace per gli abitanti di Mulazzo.

La furia delle acque si è letteralmente portata via la seconda parte di guado sul torrente Mangiola, e compromettendo la tenuta della parte iniziale, su cui fa pressione una grande quantità di tronchi spinti dalla corrente.

Una situazione che i mulazzesi avevano già vissuto in altre due occasioni, in questi stessi mesi dell’anno passato. La cifra iniziale per costruire il guado fu di circa 610mila euro. La struttura che non ha retto l’impatto delle precipitazioni è quella parte concepita con il modello iniziale, ovvero un corpo di ghiaia con all’interno tubazioni per consentire il deflusso delle acque, mentre ancora regge la parte ricostruita al secondo cedimento.

I costolati di calcestruzzo e un’altezza maggiore, circa 4 metri in più, sono stati concepiti per non disgregarsi in caso questo fosse immerso nelle acque. Ma al di là dei metodi di concezione dell’opera quello che resta è una nuova spallata alla viabilità, in un punto delicatissimo come questo che consente il collegamento tra la valle e il piccolo borgo medievale. La preoccupazione che attraversa, come una sola voce, la popolazione è che il suo ripristino possa essere rallentato dalle piogge che continuano ad abbattersi sul territorio, aumentando così il disagio che ne consegue. Anche il guado di Castagnetoli è stato sommerso dalle ondate di piena. Altro snodo importante per giungere alle frazioni montane di Parana e Montereggio, senza dover incorrere nella strada che passa da Madonna del Monte.

Si sono rilevati anche episodi di microsmottamenti che, pur non ledendo le strade, danno bene il senso della fragilità di un territorio che, nonostante le continue difficoltà sta cercando di rimboccarsi le maniche per trovare nuovamente il suo equilibrio.(c.car., c.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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