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Omicidio di Natale: "Usata un'arma simile a quella di Rambo"

Omicidio di Natale: "Usata un'arma simile a quella di Rambo"

Massa: è quanto spiegato dalla Procura. Il coltello lungo 23 centimetri, di cui 10 di lama. Interrogato per un'ora Andrea Mazzi, il 21enne accusato del duplice delitto. Per il momento rimane in carcere in stato di fermo

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MASSA. È stato interrogato dal pubblico ministero Rossella Soffio Andrea Mazzi, il 21enne massese accusato di essere responsabile del duplice omicidio della notte di Natale, in cui sono morti - accoltellati - Andrea Fruzzetti di 23 anni e il trentenne Enrico Baria, entrambi di Montignoso. 

Riserbo sull'esito dell'interrogatorio: "Non possiamo dirvi se si sia dichiarato innocente o meno - spiega il Pm Soffio - . In ogni caso abbiamo l'arma del delitto, da cui verranno prelevate le impronte e abbiamo ritrovato i vestiti sporchi di sangue. Per adesso, la cosa che a noi sembra certa è che Mazzi la notte di Natale sia uscito di casa con un coltellaccio, una vera e propria arma, e si sia recato in un pub del centro storico di Massa, dove ha incontrato la comitiva di Fruzzetti e Baria, che poi di lì a poco sono stati uccisi".

Il giovane rimane sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Per lui è stata richiesta la convalida del fermo e la misura cautelare in carcere. Al giovane viene contestata anche la premeditazione, anche se per il momento si tratta di un’imputazione preliminare.

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(nelle foto da sinistra: Andrea Fruzzetti, Enrico Baria e Andrea Mazzi)

L'arma simile a quella di Rambo. L'arma utilizzata sarebbe un coltello lungo 23 centimetri di cui 10 di lama, largo tre dita, con punta irregolare, reperibile facilmente on line, "simile a quello usato da Rambo", come hanno spiegato i carabinieri del Nucleo investigativo durante una conferenza stampa della Procura di Massa Carrara. È questa, dunque, l'arma del delitto utilizzata, secondo l'accusa, da Mazzi.

Giubilaro: "Non posso militarizzare la città". "Non posso militarizzare la città; non posso mettere plotoni nel centro storico. I controlli ci sono, i cittadini devono stare tranquilli". Lo ha detto il procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro durante l'incontro con la stampa convocato per fare il punto sull'omicidio di Andrea Fruzzetti e Enrico Baria. "Capisco la preoccupazione dei cittadini - continua Giubilaro - ma mi sento di escludere che i fatti siano collegati a criminalità organizzata; è stato un fatto grave ma circoscritto e che faccio risalire al contesto di violenza che caratterizza purtroppo le nostre città e la nostra società". Quanto al duplice omicidio e agli altri episodi di criminalità che potrebbero essere collegati e su cui la procura sta indagando, Giubilaro ha aggiunto: "Ci stiamo rendendo conto che certi nomi ricorrono nei vari episodi. Stiamo facendo tutte le verifiche sui possibili collegamenti tra coloro che in casi distinti hanno accoltellato altri ragazzi, chi è stato solo ferito, chi invece è stato ucciso, chi ha scritto minacce su Facebook, a chi erano rivolte, chi si frequentava e perché".

La versione di Andrea Mazzi: "Difendevo uno straniero". Aggredito da numerose persone per aver preso le difese di un cittadino extracomunitario: è questa la versione fornita dall'avvocato di Andrea Mazzi, Enzo Frediani, a margine dell'interrogatorio di garanzia avvenuto venerdì mattina davanti al pm Rossella Soffio. Mazzi è accusato di duplice omicidio con l'aggravante della premeditazione, per aver ucciso Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria con 11 coltellate, ma secondo l'avvocato il ragazzo si sarebbe difeso da una aggressione, avrebbe trovato per caso un coltello e sferrato qualche colpo.

Tutto è nato, secondo il racconto del ragazzo, nel pub di via Beatrice dove un cittadino extracomunitario stava subendo attacchi di ogni tipo. Mazzi è andato ad aiutarlo, cercando di gettare acqua sul fuoco: "È Natale, lasciatelo stare", avrebbe detto al gruppo di ragazzi di cui non conosceva nessuno. Poco dopo però, fuori dal pub, in Piazza Mercurio, quello stesso gruppo lo avrebbe raggiunto e aggredito, in tanti contro uno solo. Il coltello, è sempre la ricostruzione del difensore, sarebbe spuntato per caso e le ferite, che poi si sono rivelate mortali, furono sferrate per difesa. L'avvocato Frediani rigetta soprattutto la premeditazione, sostenendo che Mazzi non era assolutamente uscito con in tasca il coltello e che non conoscesse le persone che poi avrebbe involontariamente ucciso.

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