Sicurezza
Dottoressa salvò una gatta ecco i capi di imputazione
Il medico chiarisce : dopo quella vicenda le accuse di ingiuria e diffamazione nessuno però mi ha querelato, sono reati procedibili d’ufficio nel diritto miliare
PONTREMOLI. «Adesso preferisco non parlare troppo. Lo farò al processo. Spero solo che l’esercito, anche per tutta la fiducia e la stima che vi ripongo, voglia scoprire la verità per quel che riguarda le accuse di diffamazione e ingiuria a mio carico».
Parla la dottoressa Barbara Balanzoni al centro di quello che è diventato ormai un caso internazionale.
L’ufficiale medico riservista di Crevalcore, che da poco è statata trasferita, in abiti civili, nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pontremoli e si è trasferita in Lunigiana, nel maggio dello scorso anno, nella base militare di Pec in Kosovo ha aiutato a partorire una gatta che era ormai in fin di vita. Contravvenendo alle regole militari che prevedono, quando si tratta di problemi che riguardano gli animali, solo l’intervento del veterinario.
Per questo la dottoressa nei giorni scorsi è stata rinviata a giudizio per disobbedienza grave e continuata.
Ma anche per diffamazione e ingiuria.
«Posso solo dire che quelle due accuse, di ingiuria e diffamazione, sono arrivate pochi giorni dopo l’episodio della gatta e che non sono avvenute per colpa mia - sostiene la dottoressa Balanzoni, senza andare oltre - di più non voglio aggiungere, il dibattimento, sono sicura, chiarirà tutto».
E aggiunge soltanto: «Dopo cinque giorni di consegna ho presentato ricorso, subito dopo mi sono arrivate quelle accuse che, questo posso precisarlo, non sono state presentate dalla presunta persona offesa: nel diritto militare si tratta comunque di reati procedibili d’ufficio, anche senza querela».
«Ci tengo a precisare - continua - che l’Enpa (ente nazionale protezione animali) si è mossa a mio sostegno per quel che riguarda l’accusa di disobbedienza, per l’episodio che riguarda la gatta: e la petizione on line sta andando avanti con numerosissime firme».
E proprio in questi giorni, con la vicenda della dottoressa Balanzoni finita sulle pagine del “The Guardian” e alla radio della Bbc quello che più ha colpito l’ufficiale è proprio il calore della gente.
«Per me è un momento molto difficile, sto vivendo malissimo l’onta di tre capi di imputazione infamanti - conclude - La cosa positiva sono le attestazioni di stima che, attraverso Facebook, mi sono arrivata davvero da tutto il mondo. Non c’è stata una persona che mi ha dato addosso».
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