Sicurezza
«Scusi abita in questa casa?» E poi scatta l’accertamento
MASSA. C’è voluto un lavoro certosino per scoprire gli appartamenti affittati in nero, ma è stato ancora più difficile scovare i fondi con parte della pigione occultata. Ad aiutare le fiamme gialle...
MASSA. C’è voluto un lavoro certosino per scoprire gli appartamenti affittati in nero, ma è stato ancora più difficile scovare i fondi con parte della pigione occultata. Ad aiutare le fiamme gialle sono state le segnalazioni degli inquilini, ma non solo. Il responso delle utenze, con i consumi che aumentavano a vista d’occhio, hanno fatto andare a colpo sicuro i finanzieri. In alcuni casi, soprattutto nelle case vacanza, si sono presentati alla porta e hanno suonato. Facendosi raccontare da chi occupava l’immobile perché si trovava lì e a che titolo. Ma è soprattutto il lavoro d’ufficio a dare i frutti migliori: basta incrociare i dati in possesso degli enti pubblici per capire chi ha degli appartamenti e soprattutto se li lascia liberi oppure no. È chiaro che chi ne ha più di uno e non dichiara alcun introito si merita la verifica. E quando si va a controllare nell’80 percento dei casi si ottiene il risultato sperato. Gli inquilini fantasma sono soprattutto gli stranieri, in particolare gli extracomunitari. Anche italiani, in particolare i trasfertisti, devono fare i conti con i proprietari evasori. Per non essere scoperti alcuni locatori si intestano le utenze, comprendendo le spese nel canone. Ma anche questo trucchetto è stato scoperto e ormai non funziona (quasi) più.
Fino a qualche anno fa, i controlli per gli affitti in nero erano complicati da fare. C’era bisogno, come minimo di una segnalazione precisa, e comunque anche in quel caso si rischiava di non arrivare al dunque, perché era difficile registrare il passaggio di denaro dal proprietario all’inquilino provvisorio. Ma con le nuove normative, introdotte dal governo Monti, il lavoro della polizia tributaria è più semplice. La Finanza si è fatta consegnare dai Comuni le liste dei proprietari di seconde e terze case (e oltre), verificando quali fossero ufficialmente sfitte. Si parla di abitazioni, cioè, che per il Fisco sono disabitate. Inoltre, le fiamme gialle hanno monitorato i movimenti bancari dei proprietari di queste case vuote. E quanco c’erano dei movimenti strani sono andati a bussare alla porta sospetta. Se arrivava qualcuno ad aprire il militare chiedeva se abitava in quell’immobile. A risposta affermativa partiva l’accertamento vero e proprio. E per il locatore iniziavano i guai seri.
Come dimostrano i risultati ottenuti dal comando apuano in questi dodici mesi del 2013. E se qualcuno pensa di poter tirare un sospiro di sollievo perché l’anno nuovo è alle porte sappia che anche il 2014 sarà all’insegna dell’affitto trasparente.
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