Il dolore
Intervento eccezionale su operaio carrarese: staminali in infusione
Tentato per la prima volta in Europa dall’equipe di Careggi su un nostro concittadino con “difetto osmotico” al cuore
MARINA DI CARRARA. «Devo la vita all’equipe della dottoressa Masini dell’ospedale di Careggi, la ringrazio ancora pubblicamente».
E’ con queste parole che un operaio nostro concittadino, di 39 anni, descrive l’operazione al cuore a cui è stato sottoposto nel reparto cardiotossicologico del nosocomio fiorentino. Non riportiamo le generalità dell’operaio per ovvi motivi legati alla privacy e alla tutela dei dati sensibili.
«Si tratta di un intervento eccezionale, mai tentato prima in Europa - racconta - e per me rappresenta il miglior regalo di Natale possibile».
Quello che era stato riscontrato, e corretto all’operaio era un difetto congenito di osmosi elettrica al cuore, assai raro e pericoloso, che gli provocava forti fibrillazioni. «Ho sempre avvertito un certo affanno ed affaticamento - ha raccontato - ma la diagnosi esatta della mia patologia risale solo a qualche mese fa. In genere problemi come il mio vengono risolti con operazioni chirurgiche in cui si apre il torace e si inseriscono dei pace-maker, ma stavolta l’equipe della dottoressa Masini ha tentato una soluzione nuova». All’operaio, infatti, sono state applicate delle staminali in infusione, inserite dalla giugulare attraverso un lungo catetere.
«Questa operazione - aggiunge - è stata eseguita con il massimo scrupolo e professionalità ed ha richiesto un’attenta preparazione. Prima di intervenire i medici di Careggi hanno voluto sottopormi a dei rigorosi esami genetici, prelevandomi un campione di Dna, per evitare che potessero sorgere problemi di compatibilità tra il mio organismo e le staminali».
Una volta operato il giovane è stato riportato nella sua casa, dove festeggerà il Natale. «Adesso sono ancora in fase di convalescenza - ci ha raccontato al telefono - e bisognerà aspettare per vedere se il mio problema è stato del tutto superato. Quello che posso dire, però, è che mi sento più sereno ed ottimista. Per questo motivo considero doveroso ringraziare la primaria Masini e tutto il suo staff, che nei miei confronti si sono sempre dimostrate delle persone splendide, non solo per la competenza medica, ma anche dal punto di vista umano».
La diagnosi gli era stata fatta quasi per caso, dopo un elettrocardiogramma di routine; per il suo disturbo congenito rischiava - così ci spiega - un infarto fulminante in qualsiasi momento. Dopo le feste tornerà a Careggi per la convalescenza. (d.c.)
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