Il Tirreno

sanita’, durissimo documento della cisl

«Il patto territoriale atto di protervia politica»

«Il patto territoriale atto di protervia politica»

CARRARA. «La recente approvazione del Patto Territoriale concernente la sanità ospedaliera e territoriale in Lunigiana è avvenuta senza la concertazione con le forze sindacali prevista dalla...

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CARRARA. «La recente approvazione del Patto Territoriale concernente la sanità ospedaliera e territoriale in Lunigiana è avvenuta senza la concertazione con le forze sindacali prevista dalla normativa regionale»: lo sottolinea in una nota la Cisl provinciale. «La cosa, dato il contesto ed i contenuti dell'Accordo appare stravolgente delle normali ed ordinarie relazioni sociali ed evidenzia una protervia della politica lunigianese che, invece di confrontarsi ed arrivare a scelte condivise, decide in autonomia pur in presenza di alcuni sindaci che hanno lesa la maestà maggioritaria non condividendo il Patto, pur ospitando, nel caso della sindaca pontremolese, l'ospedale più importante di tutta la valle. Quanto sopra appare incredibile - aggiunge la segreteria provinciale Cisl - anche in considerazione che i contenuti del Patto non sono lontani o distanti da quanto viene concordato, assieme alle forze sindacali regionali, nel capoluogo toscano; esso appare dunque come un deliberato atto di protervia, peraltro in linea, si ricorderà con le modalità operative della Società della Salute, già nota ed attrice nel passato di violente polemiche contro le forze sindacali che reclamavamo giustamente ed unitariamente la concertazione prevista e poi faticosamente concessa. Società della Salute, peraltro, che rimane operativa mentre nel resto Regione si sta andando verso la definitiva loro cessazione e superamento. Tale indirizzo è stato inserito in un emendamento nel Dpef 2014 della Toscana, approvato da tutte le forze politiche (l'emendamento) nei giorni scorsi; testo che recita - prosegue la Cisl apuana - “prevedere entro il 31 marzo 2014 la messa a punto di una proposta di legge che porti a superare definitivamente le Società della salute”. Il tutto, si ricorderà, dopo che era “terminata” una faticosa ed infinita (più che decennale) fase sperimentale che aveva portato a conclusione insoddisfacenti. Perdurando la attuale fase di involuzione delle relazioni sindacali significante la considerata evidente inutilità per le Istituzioni locali di tali pratiche», la Cisl provinciale annuncia che «provvederà a portare la denuncia al livello regionale, informando l'assessorato regionale alla sanità ed anche la Cisl regionale. Va da sé che l'attuale metodo unilaterale costituisce una presa d'atto, per quanto ci riguarda della necessità di elevare il conflitto anziché la ricerca della condivisione: chi effettua tali scelte non si capisce perchè poi ricerchi il consenso al livello regionale. Riteniamo che il mondo della sanità necessiti per sua natura di un confronto e di un discernimento anziché di uno scontro: può anche darsi che molti politici affrontino simili impegni istituzionali con il distacco del dilettante magari considerato che fino a quel momento si sono occupati di ben altro: la fuga sanitaria dei lunigianesi verso la Spezia, Parma e Milano è un fenomeno che evidentemente non viene considerato nella sua gravità», conclude la Cisl.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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