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Cattaneo promosso, Cattani “rimandato”

Cattaneo promosso, Cattani “rimandato”

CARRARA. Lo scorso 27 novembre è uscito in libreria il “Dizionario dei film 2014” di Paolo Mereghetti, critico cinematografico e giornalista del “Corriere della Sera”, edito da Baldini e Castoldi....

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CARRARA. Lo scorso 27 novembre è uscito in libreria il “Dizionario dei film 2014” di Paolo Mereghetti, critico cinematografico e giornalista del “Corriere della Sera”, edito da Baldini e Castoldi.

Questa imponente opera in tre volumi, per un totale di 6050 pagine con 28mila schede, dedica spazio anche alla nostra città e alla sua nuova generazione di registi.

Mereghetti, infatti, oltre a ricordare il documentario “12 dicembre” (1972), diretto da Pier Paolo Pasolini in collaborazione con Lotta Continua ed in parte girato a Colonnata, in cui vengono intervistati alcuni cavatori sulle morti bianche, recensisce i film “Amore liquido”, del 2010, opera prima del trentaseienne Marco Luca Cattaneo, originario di Fossone, e “Maternity Blues”, uscito nel 2011 per la regia di Fabrizio Cattani, nato a Colonnata nel 1967.

Si tratta di due pellicole assai diverse, che però condividono l’esplorazione del disagio in una società spersonalizzante come quella postmoderna.

Il coraggioso film di Cattaneo, ispirato agli studi del sociologo Zygmunt Bauman e premiato come miglior opera prima al festival di Montreal, viene definito da Mereghetti un “interessante esordio”. Esso racconta la storia di Mario, interpretato dall’ottimo Stefano Fregni, un netturbino bolognese affetto da porno dipendenza da internet e del suo incontro con una ragazza madre che potrebbe cambiargli la vita.

Secondo il recensore, che dà al film di Cattaneo un voto di 2 “stellette” su 4, “la ricognizione nella dipendenza dalla pornografia e nella dissoluzione degli affetti della società neo-digitale non manca di momenti fotograficamente e psicologicamente suggestivi”.

Nei confronti di “Maternity Blues”, invece, il critico del “Corriere” è meno generoso. A questa pellicola, interpretata da Andrea Osvart e tratta da un testo teatrale della bolognese Grazia Verasani, è infatti assegnata una sola “stellina”.

L’ambizioso film di Cattani, girato anche a Massa-Carrara ed incentrato su 4 donne che hanno ucciso i loro figli in preda a una depressione post-partum, non è proprio piaciuto a Mereghetti, che gli rimprovera “un’emotività tutta di superficie” e “soluzioni drammaturgiche stereotipate”, con un “effetto finale non molto diverso da quello di un talk show”. (d.c.)

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