Il Tirreno

Affitti in nero: scovati decine di evasori

Affitti in nero: scovati decine di evasori

Controlli della guardia di finanza. Nel 2012 furono recuperati 700mila euro di evasione, quest’anno cifre ancora più alte

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MASSA. Nel 2012 gli affitti in nero scoperti dalla Finanza nella provincia apuana portarono a un recupero di denaro evaso al fisco che sfiorava il milione di euro (settecentomila per la precisione), quest’anno le fiamme gialle stanno superando quello che sembrava un risultato straordinario. Ma la caccia ai furbetti della pigione era uno degli obiettivi dei finanzieri comandati per buona parte del 2013 dal generale Giuseppe Autuori e da ottobre in poi dal suo successore, il colonnello Giovanni Fiumara.

Nei guai dodici mesi fa finirono in cinquanta. Stavolta i proprietari di immobili evasori sono poco meno di cento. L'attività si è concentrata nel periodo estivo, durante il quale maggiore è la richiesta di affitto di case da parte di turisti sul litorale che va da Cinquale a Marina di Carrara. E ha fatto emergere non solo un ricco quanto irregolare mercato delle seconde case affittate con annessa evasione fiscale, ma anche un diffuso fenomeno di affitti in nero a cittadini extracomunitari di abitazioni spesso adibite a veri e propri dormitori. In questo caso i proprietari percepiscono elevati guadagni, spesso completamente occultati al fisco. Ma si prendono un rischio enorme, mentre chi cerca di farla franca nasconde solo una parte della pigione al fisco, dichiarandone poco più della metà. In pratica un equo canone che di equo non ha nulla. E l’inquilino perfetto per questo genere di stratagemma è la escort. Soprattutto a Marina sono almeno una ventina gli appartamenti affittati a signorine che mettono i loro annunci a luci rosse su siti specializzati e giornali. Ma qui più che la finanza sono stati i carabinieri a fare gli accertamenti. Come dimostrano alcune operazioni dell’Arma.

Ma lo stratagemma non funziona soltanto per le abitazioni, anche con i fondi commerciali. In particolare quelli di viale della Stazione, con diversi proprietari che dichiaravano di ricevere un’inezia per quelle quattro mura. Le forze dell’ordine hanno scoperto che in realtà la pigione era almeno tre volte tanto. Un sessantenne ha fatto il giochetto con più di cinque appartamenti e tre negozi. Un’evasione di decine e decine di migliaia di euro (si contesta fino a cinque anni indietro). E che adesso dovrà restituire quello che non ha versato al fisco.

I furbetti dell’affitto pizzicati dalle fiamme gialle sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate e subiranno sanzioni, che vanno dal 200% al 400% dell'imposta sul reddito evasa (qualora il canone derivante dalla locazione degli immobili ad uso abitativo non sia stato dichiarato, in tutto o in parte) e dal 120% al 240% dell'imposta di registro evasa, nel caso di omessa registrazione del contratto.

Per chi sfugge alle fiamme gialle poi c’è il rischio di venire denunciato dagli inquilini, come accade sempre più spesso. Chi pagava la locazione superiore a quella registrata ha colto al volo l’occasione offerta dalla legge. Decine di famiglie hanno potuto regolarizzare il contratto senza bisogno del padrone dell’immobile e hanno ottenuto in cambio un contratto di locazione di otto anni (4+4) a prezzi stracciatissimi. Perché chi fa scoprire il nero ottiene di pagare un canone pari al triplo della rendita catastale. Un’inezia. Giusto per fare un esempio: se uno paga 500 euro al mese in nero, denunciando l’evasione si ritrova a pagare un equo canone da 150 euro al mese. E su questi soldi il padrone di casa ci paga pure le tasse.

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