Sicurezza
L’usato e il riciclato salvano lo shopping
I massesi non rinunciano alle compere delle feste e optano per i mercatini fissi che offrono a pochi euro oggetti vintage
MASSA. Alle compere natalizie i massesi non rinunciano: anche in tempi di crisi. Che i consumi si siano ridotti è ormai un dato di fatto. Il potere d'acquisto dei consumatori massesi, al pari di quelli nazionali, è ai minimi storici, e questo implica uno stile di vita improntato al risparmio.
Lo si nota dalle attività commerciali, tra cui molte storiche, che non hanno retto alla crisi e sono state costrette a chiudere. Sarebbe tuttavia sbagliato sostenere che non si fanno più acquisti, perché gli acquisti i massesi li continuano a fare, ma con una modalità diversa.
Si fa strada infatti all'interno del mondo del commercio locale, anche se in ritardo rispetto alle altre città italiane – per non parlare di quelle straniere – il commercio low cost. Sono in crescita quelle attività commerciali che assomigliano a dei piccoli mondi di oggetti in cui si può veramente trovare di tutto, dall'elettrodomestico al maglioncino, dalla bicicletta alla pentola a pressione, e tutto a prezzo contenuto. E con loro aumentano anche i clienti attratti, forse, anche da questa logica dell'acquisto come “scoperta” - non si sa cosa si trova - abbinata, ovviamente, alla possibilità di poterselo permettere.
“Niente di nuovo”, il primo mercatino del riuso in città, è uno di questi “piccoli mondi di oggetti”, che, nonostante sia lontano dalle vie dello shopping – al Mercato delle Jare – aumenta di mese in mese il numero dei clienti. «Solo nel a ottobre abbiamo fatto 612 ricevute, e di persone ne sono venute almeno il doppio – spiega la volontaria della cooperativa che gestisce il mercatino, Silvia Ardemagni – È un ottimo risultato se consideriamo non solo la posizione del mercato, ma anche le condizioni in cui siamo. Non c'è elettricità, non ci sono riscaldamenti. Non è come andare al centro commerciale, però, nonostante tutto, la gente viene. Questi posti danno la possibilità al cliente di costruirsi casa, sbizzarrirsi cercando oggetti e abbinarli, spendendo poco e stimolando anche la fantasia».
Girare fra i corridoi del mercatino, effettivamente, è un viaggio alla scoperta di oggetti. Il principio che sta alla base di “Niente di nuovo” è infatti il riciclo, il riuso, quindi usare oggetti non più utilizzabili per farne altri. È così che da ombrelli nascono borse o cuffiette per la doccia, e da reggiseni si fanno dei porta-oggetti.
Originalità ma non solo. L'attrattiva di questa attività, specialmente in questo periodo, sta nella modalità di pagamento: non prezzi fissi, ma offerta libera. «Così permettiamo anche a persone disagiate di potersi permettere un frigorifero – continua Silvia – un forno, una coperta... ». A fare acquisti low cost non c’è solo chi ha difficoltà economiche. «Abbiamo appena venduto questo divano di dieci metri – racconta Silvia – che ci ha dato il Twiga, a una signora che ci ha offerto 250 euro».
«Comprare l'usato è anche una moda – spiega Julie Elaine Thorne, titolare del Mercatopoli – perché è vintage, perché è elegante, e perché è materiale buono, anche se costa poco perché di seconda mano. Io sono inglese, di una cittadina vicino Cambridge, e lì è sempre stata una cultura comprare l'usato».
Mercatopoli è un altro negozio di oggetti usati, sito in via Oliveti, dove si può trovare di tutto dal mobile alle scarpe da ginnastica. «Anche qui si sente la crisi – spiega Elaine – perché non vendiamo pane e acqua e chi non ha soldi, non ne ha per comprare oggetti non di primaria importanza. Noto che se qualcuno adesso vuole fare acquisti, li fa all'interno dei negozi di usato. Anche perché qui si possono trovare delle chicche, come bicchieri particolari, o abbigliamento vintage, a prezzo veramente basso».
Stesso discorso vale per “Il Nuovo Mercatino dei Meriggi” in via Simon Musico: la crisi si sente, ma l'attività funziona. «Vendiamo quello che vendono altri, ma a prezzo molto più basso - spiega la commessa, Laura Alessandrini – Per questo vengono a comprarlo qui»
Insomma, non solo biglietti aerei: la politica del low cost vince anche sui consumi di tutti i giorni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
