Il dolore
Accoltellamento al Baraonda arrestato un ventiseienne
Giacomo Pucci è stato fermato nella notte, ma nega tutto. Sull’auto tre mazze da baseball
MASSA - È stato fermato nella notte e, anche se ha negato di essere lui l’accoltellatore del Baraonda, Giacomo Pucci, massese di 26 anni, è stato arrestato dalla squadra mobile su ordine del sostituto procuratore Rossella Soffio. Secondo gli inquirenti, forti anche del riconoscimento di uno dei feriti, non ci sono dubbi sulla sua colpevolezza. Ma sarà il giudice a convalidare o meno il fermo. Gli agenti hanno trovato a bordo della sua auto, nel bagagliaio, delle mazze da baseball nel bagagliaio dell’auto. Una di queste era anche ferrata. Secondo gli inquirenti stava cercando l’aiuto di amici per allontanarsi per qualche giorno da Massa. Quando è stato portato negli uffici della mobile ha detto soltanto di non essere stato lui a ferire i ragazzi fuori dal locale, ma poi non ha fornito grossi elementi che possano scagionarlo. Non ha un alibi secondo gli uomini di Antonio Dulvi Corcione.
La mobile ha ricostruito quanto accaduto la notte scorsa al Baraonda. I due cugini che sono finiti all’ospedale con ferite da arma da taglio si trovavano sulla pista e stavano ballando. Secondo la loro versione, che è stata anche confermata da altri clienti, Pucci si è avvicinato con l’intenzione di attaccare briga. È bastato quindi un pestone dato involontariamente e si è scatenata la lite. Prima all’interno del Baraonda e poi all’esterno, dove è spuntato il coltello. Ad avere la peggio è stato il venticinquenne accorso a dare manforte al cugino che era già stato ferito dal rivale (dieci giorni di prognosi per lui). Pucci quando se lo è visto davanti ha affondato il colpo all’altezza del torace. Un punto potenzialmente letale. Ecco perché l’accusa è di tentato omicidio. Una volta lavato nel sangue lo sgarro il ventiseienne si è dileguato. Ed è partita la caccia all’uomo, finita a Bonascola. In tutto la polizia ha lavorato su questo caso ventiquattro ore: alle 3.15 di sabato c’è stata la lite, alle 3.15 di domenica è finito l’interrogatorio e la notifica del fermo a Pucci.
Resta da capire il movente, visto che i futili motivi negli uffici della mobile non convincono più di tanto. L’ipotesi più probabile è che almeno due dei tre protagonisti di questa vicenda si conoscessero già e che, per usare un eufemismo, non si erano molto simpatici. Probabilmente avevano avuto altri screzi in passato. Da qui la zuffa nata con un pretesto che si è immediatamente trasformata in una sorta di regolamento di conti. Ma per avere la conferma occorre aspettare che il ferito più grave esca dalla prognosi riservata. E poi interrogarlo.
Il coltello, di tipo a serramanico, non è stato trovato dalla polizia. Ma le ricerche dell’arma, proseguite per tutta la domenica, continueranno anche oggi e domani. Il suo ritrovamento potrebbe dare quelle conferme che ancora mancano per dire che il caso è chiuso.
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