La manifestazione
Bardazzi: «Basta risse, sono esasperato»
CINQUALE. «Non ne posso più di queste risse e non so cosa fare per evitarle. Più di non dare da bere a chi vedo già ubriaco o violento non posso fare niente». Michele Bardazzi, titolare del Baraonda...
CINQUALE. «Non ne posso più di queste risse e non so cosa fare per evitarle. Più di non dare da bere a chi vedo già ubriaco o violento non posso fare niente». Michele Bardazzi, titolare del Baraonda esprime così la sua disperazione nel vedere il suo locale spesso luogo di scene violente e risse che molte volte finiscono in tragedia.
Nel locale, aperto da più di vent’anni, c’è stato negli ultimi tempi un crescendo di violenza, causato il più delle volte da faide di quartiere, che “usano” i locali come fossero un ring.
I “nemici” si trovano all’interno, iniziano offese e lanci di sedie fino a quando vengono buttati fuori e nel parcheggio si consuma la tragedia, proprio come è accaduto venerdì sera.
E tutto questo accade sempre di fronte agli occhi impauriti dei clienti e dei dipendenti che ne risentono per primi.
«D’altronde è un locale a ingresso libero ed è normale che attiri tante persone – motiva Bardazzi - Ho provato anche a cambiare target di clientela negli anni, cambiando musica e mettendo l’ingresso a pagamento, ma non ha funzionato. Il locale rimaneva vuoto. E quindi si trattava di scegliere fra il rischio del fallimento o il rischio delle risse. Ora il locale andava – continua – proponevamo concerti che piacevano; venerdì sera era pieno, e queste risse non fanno altro che tagliarmi le gambe».
Il Baraonda ieri sera è rimasto chiuso sia per solidarietà con il ragazzo ferito gravemente ma anche in segno di protesta. «Non posso lavorare così. Queste risse rischiano di farmi saltare gli eventi più importanti che mi aiuterebbero a mandare avanti l’attività. Rischio di chiudere».
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