Sicurezza
Al Cinquale la magìa del presepe vivente
La famiglia Baria interpreta Maria e Giuseppe nei cinque appuntamenti Don Maurizio: «Questa non è una rappresentazione teatrale ma sacra»
MONTIGNOSO. È tutto pronto per la ventiduesima edizione del presepe vivente del Cinquale, quello che da semplice ritrovo di due famiglie montignosine è diventato negli anni un'attrazione, religiosa e non, nazionale. Tantissimi infatti, i visitatori ogni anno provenienti da diverse parti di Italia, che nel 2012 hanno sfiorato le 13 mila e altrettante sono attese per questa edizione.
Andrea Bigini, l'ideatore, ha ripercorso la storia di questo presepe iniziata ventidue anni fa dall'unione di due famiglie che volevano organizzare qualcosa di diverso per la località. Ecco quindi che legna e arnesi alla mano hanno iniziato a costruire le capanne, solo cinque allora, e cucire i loro vestiti inscenando un mini presepe vivente.
Negli anni le persone sono aumentate e con loro le capanne diventate adesso 35. Tanti quindi i volontari che, per qualche ora, nelle giornate del 25, 26, 28 dicembre e del primo, del 5 e del 6 gennaio, si leveranno gli abiti della loro vita quotidiana per indossare quelle dei personaggi storici vissuti più di duemila anni fa. Questo presepe è infatti una vera e propria rievocazione storica, un tuffo di testa nel passato. Entrando si viene immersi da un’atmosfera di comunità e autenticità che nulla ha a che vedere con il presente. C’è veramente il fabbro che batte il ferro, il falegname che costruisce una sedia e il fornaio che sforna un pezzo di pane.
E ancora il mulino ad acqua che gira e macina la farina, le donne che lavano i panni e l'oste che serve vino. I volontari in questi mesi si sono preparati, hanno fatto corsi di formazione delle professioni antiche e in quei giorni le eserciteranno davanti a un vasto pubblico eterogeneo con il quale potrà anche interagire per dare informazioni. È insomma un modo di scoprire o riscoprire le vecchie professione del passato, quelle che vivono nelle storie dei nonni e che rischiano di perdersi con loro. Ci saranno poi gli animali in carne e d'ossa. Ci sarà ovviamente il bue, l'asinello ma anche tanti altri animali come uno struzzo, maiali, pecore, cavalli, che aiuteranno a ricreare quell’atmosfera bucolica e pastorale della Gerusalemme dell’anno zero. Il presepe poi non si limita al recinto perché inizierà al principio di via S. Giuseppe Artigiano(che rimarrà chiusa al traffico per l’occasione) davanti a due soldati e un cocchio che farà da navetta ai bimbi. Ci saranno ovviamente Maria e Giuseppe, che saranno interpretati dalla famiglia Baria, e il 6 gennaio arriveranno i Re Magi a cavallo, che durante le altre giornate rimarranno nella capanna degli arabi.
«Tengo a precisare – dice don Maurizio, parroco di S. Giuseppe Artigiano – che questa non è una rappresentazione teatrale, ma sacra. È quindi doveroso rispettare il silenzio e l’atmosfera che caratterizza questo Presepe».
Il 24 non ci sarà il presepe come gli altri anni, ma i personaggi faranno una rappresentazione teatrale all'esterno della chiesa San G. Artigiano dove sarà possibile bere anche tè caldo.
L'orario d'apertura è tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30. L’entrata è a offerta libera.
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