La manifestazione
Pendolari della Lunigiana in subbuglio
Nuovo regolamento in Emilia Romagna cancella i treni sulla linea ferroviaria fra Parma e Fornovo: grossi disagi
PONTREMOLI. Pendolari della Lunigiana unitevi. È il grido della rivolta. E’ infatti recentemente scoppiata la rabbia da parte dei tanti lavoratori e studenti che da Pontremoli, Filattiera, Villafranca ed Aulla percorrono quotidianamente con il treno il tragitto che li porta alla sede del loro lavoro o dei loro studi oltre l’Appennino.
Rabbia legata al fatto che la regione Emilia Romagna ha approvato il nuovo orario che prevede la cancellazione di tutti i treni che circolavano fra Parma e Fornovo, lasciando solo le corse per La Spezia e riducendo di più della metà i collegamenti. «E' una follia!!! Ci hanno letteralmente azzoppato», protestano con sdegno i tanti pendolari, una protesta legata al fatto che le "navette" Parma-Fornovo erano indispensabili non solo per i residenti di Collecchio e Fornovo ma per tutti i pendolari della Val Taro e della Lunigiana.
Dalla Lunigiana sono infatti tantissimi i viaggiatori che ogni giorno prendono il treno, per raggiungere le località univeresitarie o i luoghi di lavoro. Ma l'abolizione delle navette Parma-Fornovo ha ridotto di più della metà i collegamenti fra Parma e la Lunigiana e tagliato completamente quelli fra Parma e la Versilia.Infatti, usando i treni regionali Livorno-Milano, non sarà più possibile raggiungere Parma da Fornovo, oppure bisognerà aspettare più di un'ora a Fornovo perdendo ore di lavoro e tempo prezioso.
In pratica i convogli regionali Livorno-Milano non potranno essere più utilizzati per raggiungere Parma, per il mancato collegamento con Fornovo e viceversa. Al ritorno si deve partire 45 minuti prima per poi aspettare più di un'ora il treno che viene da Milano.
«Era sempre piena la corsa 21515 delle 18.17 da Parma, soprattutto il venerdì – racconta un pendolare, Riccardo Mascia, pisano che lavora come docente al conservatorio di Parma e che si è sfogato su Parmaonline - serviva quasi unicamente alle persone che proseguono verso la Toscana con il 2039 da Fornovo. Ci hanno detto che sarà potenziato il servizio bus, ma non si sa quando e come, e poi la Tep cambia gli orari in altra data! E il bus ci mette 50 minuti, il treno 20. Ma vogliono veramente costringerci a fare la Cisa in macchina – sottolinea con rabbia Mascia - i pendolari su lunga distanza sono tanti, soprattutto insegnanti e studenti. Non dimentichiamo che Parma è una città universitaria».
Ed ora i tanti pendolari stanno pensando di coordinarsi per far conoscere le difficoltà cheincontrano nell’utilizzo dei trasporti ferroviari.
Ma non ci sono solo le accuse dei pendolari a mostrare la criticità del sistema ferroviario che crea spesso disagi, per corse e orari, a chi vorrebbe spostarsi senza utilizzare l’auto accorciando i tempi per arrivare a destinazione.Il rapporto Pendolaria 2013 di Legambiente segnala gravi mancanze organiche sulla linea Parma-Pontremoli, che è stata peraltro recentemente ammodernata con nuove gallerie, che però rischiano di non essere mai attive per la mancanza di fondi in grado di sostenere le spese per le rotaie.
E davanti ad una diminuzione delle corse del 5,9 pr cento sul triennio, e un aumento delle tariffe che sfiora il 15 per cento, la rabbia dei pendolari appare più che comprensibile.
E la Lunigiana rischia di essere ulteriormente penalizzata.
Riccardo Sordi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
