Il Tirreno

La riforma dell’articolo 138 spacca la maggioranza

La riforma dell’articolo 138 spacca la maggioranza

La mozione del Pd passa con i voti del Pdl, quella di Rc con i grillini e i socialisti Ed è bagarre su De Pasquale (5 Stelle) che accusa i renziani di «fascismo 2.0»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Maggioranza spaccata in consiglio comunale: sulla riforma dell’articolo 138, la mozione del Pd passa con i voti del Pdl mentre Rifondazione Comunista incassa il sostegno di Socialisti e Movimento 5 Stelle. Ma a scatenare la bagarre è Francesco De Pasquale (M5S) che accusa il Pd di rispolverare idee da “fascismo 2.0”.

Durante le assise, sono state presentate due mozioni sulla riforma dell’articolo 138 della Costituzione, quello per intenderci che regolamenta le modifiche della Carta e attraverso il quale alcuni partiti, in particolare i sostenitori delle “larghe intese”, vorrebbero rivedere il bicameralismo perfetto e ridurre il numero dei parlamentari. Davanti al consiglio comunale sono state presentate le mozioni di Massimo Menconi, della Federazione della Sinistra e quella di Roberta Crudeli, del Partito Democratico: il primo, contrario alla modifica dell’art.138 in quanto «la Costituzione deve rimanere com’è per tutelarne i principi fondamentali, le riforme - ha spiegato Menconi - le farà il Parlamento, ma solo attraverso una larga maggioranza, con almeno i 2/3 degli eletti»; la seconda mozione favorevole a una modifica che, ha precisato la Crudeli, «è indispensabile ad adeguare la Costituzioni alle attuali esigenze, senza ovviamente toccarne le parti fondamentali».

La spaccatura nella maggioranza si è manifestata dunque al momento stesso della presentazione delle due mozioni e si è accentuata con il voto, che ha fatto letteralmente saltare gli schieramenti: la mozione di Rifondazione è stata approvata con l’appoggio di Sel, Psi, Partito Repubblicano ma anche di parte dell’opposizione con il Movimento5Stelle e Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune, Idv, Verdi e Fabbrica della Sinistra); il Pdl si è astenuto mentre il Pd ha votato contro.

Il documento del Partito Democratico è passato invece grazie ai voti del Pdl e Carrara Futura, l’astensione di Pri e Psi e nonostante il voto contrario di Rifondazione, Sel, M5S e della Bienaimè. In sostanza il consiglio comunale di Carrara ha approvato due mozioni che dicono l’una l’esatto contrario dell’altra anche se gli effetti concreti di questa votazione saranno praticamente nulli. Qualche “strascico” in più lo lascerà probabilmente l’intervento di Francesco De Pasquale, che con il suo discorso sulla riforma del 138 ha scatenato una vera e propria bagarre: parlando del Pd, il consigliere del Movimento 5 Stelle ha dichiarato che la «recente costituzione, proprio nella nostra città del comitato “Adesso! Per Matteo Renzi Apuania” ci fa capire che alcune forze politiche stanno rispolverando idee che potremmo definire “fascismo 2.0”», puntando il dito contro il sostantivo “Apuania” notoriamente usato in periodo fascista per indicare la nostra provincia. Un’accusa che ha letteralmente mandato su tutte le furie Roberta Crudeli: la capogruppo del Pd ha chiesto al consigliere grillino di presentare le sue scuse, ricordando che i principi antifascisti sono ben radicati nel Partito Democratico, come dimostra il suo statuto fondativo.

Placati gli animi, è arrivata la precisazione di De Pasquale: «Le mie parole sono state fraintese, non volevo dire che nel Pd sono tutti fascisti ma solo che alcune scelte, come quella di chiamare un gruppo “Apuania”, me ne ricordano altre, compiute appunto in epoca fascista».

Insomma secondo il consigliere dei 5 Stelle si tratterebbe di «una critica relativa a una sola attività, non a tutta la politica del Pd».

Cinzia Chiappini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web