Il Tirreno

Castello Malaspina, mostre tutto l’anno e punto-ristoro

di Melania Carnevali
Castello Malaspina, mostre tutto l’anno e punto-ristoro

Il Comune presenta il progetto di valorizzazione della Rocca Già in programma c’è una mostra di opere africane

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MASSA. La macchina della cultura massese è stata lenta a partire: Come un motore diesel ha avuto bisogno di tempo prima di ingranare, ma adesso va spedita. Dopo la riapertura del teatro Guglielmi e di Villa Rinchiostra, come luogo di cultura “reale”è il turno del Castello Malaspina, il luogo forse per eccellenza della cultura massese.

Di origine medievale, il castello può essere considerato quasi un museo a cielo aperto delle fasi di sviluppo dell'architettura fortificata. All'interno sono ancora visibili tracce di affreschi risalenti al periodo rinascimentale e le eleganti logge rivolte sul cortile.

È un importante patrimonio artistico e storico, che – tuttavia – dopo la sua ultima restaurazione durata anni, non è stato sufficientemente valorizzato. Oltre infatti ai percorsi didattici e all'unico grande evento – di successo – che vi è stato organizzato, Spino Fiorito, il castello dorme tutto l'anno.

Ecco quindi che adesso l'amministrazione gioca le sue carte nella valorizzazione di questo bene per cercare di «avvicinarlo alla città», dice l'assessore alla cultura Mauro Fiori.

«Siamo abituati a pensare che il centro storico finisca con piazza Mercurio – commenta Fiori – che oltre la piastronata non ci sia nulla. E invece c'è molto. Compito nostro sarà avvicinare il castello alla città, o la città al castello».

Come? «Con interventi che rendano la struttura fruibile e vivibile – spiega il sindaco Alessandro Volpi - e con un calendario di eventi».

In questi giorni gli operai hanno già iniziato con l'opera di ripulitura. Tagliate quindi le erbacce che ricoprivano il castello e curati i cortili, adesso si tratta di fare manutenzione della struttura.

«Ci sono ancora alcune transenne – incalza il sindaco - ma il castello deve essere tutto fruibile. Si parte da qui». Poi, gli eventi, le mostre che dovranno fare da richiamo. Una già in programma con le opere africane collezionate dall’artista Julio Silva e donate al Comune che, chiariscono sindaco e assessore, non sarà una mostra permanente ma solo una delle tante mostre che si alterneranno all'interno di quella cornice. Infine nei piani, un punto ristoro, quasi d'obbligo dal momento che per arrivare al castello c'è una lunga salita. Queste per lo meno le intenzioni che, se tradotte in realtà, dovrebbero trasformare il castello in un «museo di se stesso», dice il sindaco.

Tutto questo si integrerà con l'operato dell'Istituto Valorizzazione Castelli,che già si occupa di intercettare fondi per la valorizzazione della struttura, e della Provincia. È della Provincia infatti il progetto che ha portato alla realizzazione di totem esplicativi per il percorso museale, dell'istituto invece le attività ludico-didattiche estive. Insomma, la città sta per riconquistare un suo luogo di cultura.

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