Attenzione
Acqua con il contagocce per oltre 300 famiglie
Protestano ancora gli abitanti: servizio pessimo ma bollette salate Gaia: problema reale, colpa delle tubazioni insufficienti, ma non abbiamo soldi
MONTIGNOSO. È bastato pubblicare la storia del signor Fabio Vignoli, abitante nella frazione di Sant’ Eustachio, che ha raccontato come la mattina non riesca a farsi neanche una doccia, perché l’acqua esce come da un contagocce ed è costretto a lavarsi sul posto di lavoro, prima che arrivino i colleghi, che sul social network Facebook, nelle pagine dedicate al comune di Montignoso, si sono scatenati i commenti di decide di cittadini, che si trovano nella stessa situazione.
«Noi scaldiamo l’acqua come negli anni Cinquanta – scrive una signora – è una vergogna». «Abitiamo in montagna e non abbiamo neanche l’acqua da bere», scrivono ancora sul social network. «Non viene un goccio d’acqua mai – conclude un commento – eppure paghiamo le bollette come tutti gli altri residenti del comune. Questo trattamento non è da paese civile».
Sollecitata anche dall’amministrazione comunale, Gaia Spa, la società pubblica che gestisce la rete idrica del comprensorio, è costretta a rispondere, attraverso i suoi uffici dell’area tecnica: «Il serbatoio che serve la zona è pieno- si legge nella nota dall’azienda inviata alla nostra redazione – ma la periodica mancanza di acqua nelle case è dovuta alle dimensioni delle tubazioni, che risultano insufficienti per le utenze attuali e richiedono delle sostituzioni. L’attuale rete è ormai insufficiente e deve essere ricostruita. Gli investimenti, poiché risultano essere molto onerosi, non sono ancora stati pianificati».
Il problema riguarderebbe circa 300 famiglie e l’investimento necessario per risolvere il problema costerebbe diverse centinaia di migliaia di euro: «Ad ogni segnalazione degli abitanti – continua Gaia – i nostri tecnici hanno sempre prontamente risposto con un sopralluogo, ma quello che hanno potuto constatare sono i problemi di rete distribuzione già citati. Le segnalazioni si registrano infatti sempre durante le ore di massimo consumo, sono concentrate al mattino e la sera e soprattutto in periodi di siccità come quello attuale, dove probabilmente oltre al coincidente consumo domestico, si associano usi impropri dell'acqua: la zona è collinare con una forte presenza di giardini e orti, che probabilmente i residenti annaffiano con acqua potabile, causando ulteriori difficoltà».
Queste le spiegazioni tecniche di Gaia, ma alla cittadinanza non bastano: occorre una presa di posizione da parte dell’amministrazione e qualcuno che risolva la situazione il prima possibile.
Manuela D’Angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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