Sicurezza
«Ora basta provocazioni: cambiamo lo statuto»
Il presidente dell’Accademia Simone Caffaz interviene con forza sul caso Cav, il Centro arti visive di Pietrasanta: «Noi colonizzare? No, vogliamo fare didattica»
CARRARA. Quattro rappresentanti carraresi si dimettono dal Cav (il Centro Arti Visive di Pietrasanta) ed è subito alta tensione. Il Cav, lo ricordiamo, vede come soci fondatori il Comune di Pietrasanta, l’Accademia di Belle Arti di Carrara e l’Associazione Artigianart Pietrasanta.
A dimettersi in blocco sono stati quattro rappresentanti apuani, ovvero il direttore Alessandro Romanini, i consiglieri Marco Baudinelli e Vittorio Piccotti (nominati dall’Accademia) e Gualtiero Vanelli (proposto dal Comune). E adesso, a intervenire con forza è il presidente dell’Accademia di Belle Arti, Simone Caffaz. «Mi corre l'obbligo di intervenire sulla vicenda del Cav di Pietrasanta per smentire categoricamente che il problema derivi, come da alcune parti affermato, da "contrasti interni all'Accademia". La posizione della nostra scuola è unitaria e condivisa da tutti: il Cav dev'essere una struttura prioritariamente didattica e che può fare anche altre attività (mostre, convegni, etc) ma in modo residuale; in ragione di questo il direttore della struttura non può essere nominato esclusivamente dal sindaco di Pietrasanta (per tramite del presidente del Cav stesso) ma deve avere anche uno stretto rapporto fiduciario con l'Accademia di Carrara che è la responsabile didattica dei corsi. Sarebbe paradossale - osserva Caffaz - che l'Accademia si trovasse nella assurda posizione di dover firmare diplomi di master non concordati e che non rientrino negli indirizzi didattico-istituzionali della scuola». E aggiunge: «Oggi purtroppo questo è possibile a causa di uno statuto approvato frettolosamente nel 2009 e che, a nostro giudizio, deve essere modificato come abbiamo avuto modo di richiedere agli altri soci della Fondazione in ripetute circostanze nell'ultimo anno».
«Quanto al resto - prosegue - è bene precisare che, in merito al Cav, leggiamo da mesi sulle cronache di Pietrasanta continue provocazioni circa supposte "colonizzazioni" di Carrara, argomentazioni che sono talmente prive di pregio che in sincerità non riusciamo neppure a capire a cosa si riferiscano. A queste provocazioni, che durano da molto tempo, con senso di responsabilità non abbiamo mai risposto, salvo poi ritrovarci accusati, in modo veramente incredibile, di essere noi la causa della crisi Cav, per il quale in questi anni abbiamo speso tempo, risorse professionali e per il quale siamo riusciti a ottenere rilevanti finanziamenti dal Ministero dell'Università e della Ricerca.Che, dopo tutto questo, all'opinione pubblica venga fatto passare il concetto che, se ci sono delle colpe, queste sono dell'Accademia, proprio non ci sto».
«E' vero - aggiunge - che ci sono state delle dimissioni, ma queste vanno lette come parte di un dibattito interno all'Accademia alla vigilia della scadenza del mandato e questo dibattito è stato provocato dalle continue polemiche che provengono da Pietrasanta sul futuro della struttura e non da noi. In conclusione, richiedo in tempi rapidissimi una riunione tra i soci della Fondazione per verificare, nel rispetto degli impegni presi e della conclusione dei master in corso, se sussistano le condizioni di una prosecuzione dell'attività anche per gli anni a venire che tuttavia non può, ribadisco con forza, prescindere da una revisione dello statuto».
Laquidara e Musetti: se ne parli in commissione culturae. I consiglieri comunali di centrodestra Maria Elena Musetti e Lanmarco Laquidara chiedono che la commissione cultura convochi la direttrice Lucilla Meloni, Marco Baudinelli e Vittorio Piccotti.
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