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Idea: ripensare alla scuola al di là dei campanilismi

AULLA. A d Aulla si è svolta una conferenza sul futurodella scuola in Lunigiana, in particolare per gli istituti superiori. L’obiettivo è unire le forze e pensare in un’ottica unitaria. Erano...

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AULLA. A d Aulla si è svolta una conferenza sul futurodella scuola in Lunigiana, in particolare per gli istituti superiori. L’obiettivo è unire le forze e pensare in un’ottica unitaria. Erano presenti i tre dirigenti scolastici che coordinano le attività nei vari bacini di utenza. «C’è bisogno dell’aiuto di tutti – afferma Fabrizio Rosi dirigente degli istituti che fanno capo al Liceo “Leonardo da Vinci” di Villafranca – partendo dalle istituzioni per giungere ai genitori. Si deve riuscire a creare una rete di servizi che riesca a soddisfare le esigenze, anche nuove, delle scuole. Bisogna superare questa frammentazione sul territorio e iniziare ad agire come un’unica entità. La Lunigiana ha diverse eccellenze scolastiche, che iniziano dal corpo insegnante, ma servono anche strumenti che lo possano appoggiare. Pensiamo ad una nuova edilizia scolastica, ad attività extrascolastiche come la musica o il teatro; e anche ai trasporti. Ma per tutto questo bisogna abbattere il campanilismo». Della stessa idea Lucia Baracchini che dirige il “Pacinotti-Fantoni”, una realtà che conglomera tre sedi tra Bagnone, Pontremoli e Fivizzano. Per la dirigente «bisogna creare un tavolo permanente che coinvolga gli amministratori del territorio per riuscire a costruire la scuola del domani. Quella che noi muoviamo non è una critica, ma un consiglio per migliorare quanto già esiste». «Dobbiamo rapportarci con molte dificoltà ogni giorno – conclude Franco Del Nero, preside del “Belmesseri” di Pontremoli – In parte del territorio si è dovuto fare i conti con l’alluvione. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare per fornire un servizio ancora migliore, mettendosi tutti insieme per trovare una soluzione comune». Il filo comune che collega queste tre linee di pensiero si potrebbe riassumere così: la scuola crei un’unità territoriale, abbattendo quei recinti che da troppo tempo separano le varie realtà della Valle della Luna.

Cristiano Borghini

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