La manifestazione
Cogemar a picco 40 operai licenziati
La storica azienda del marmo va in concordato sommersa dai debiti ( 26 milioni di euro). E manda a casa tutto il personale
MASSA - Nel distretto del marmo che “viaggia a mille” nonostante la crisi generale, che aumenta le quote di export e fa impennare fatturati e utili dei signori delle cave, ci sono anche aziende che soffrono. Anche aziende prestigiose. Come Cogemar, uno dei nomi più noti dell’industria lapidea apuana. L’azienda sta colando a picco e mette in mobilità tutti i suoi dipendenti: quaranta lavoratori. I 36 operai e i 4 impiegati dipendenti della società guidata da Lino Colombani e Giancarlo Giustiche si sono visti recapitare la lettera di mobilità da parte dell'azienda venerdì 13 scorso, e non importa se la Cogemar è (o meglio è stata) una delle più importanti attività legate al marmo, operante sul territorio dagli anni Ottanta con attività di lavorazione, trasformazione e commercio del marmo. Da domenica i lavoratori saranno comunque tutti tecnicamente licenziati.
«I lavoratori si sono visti piombare addosso un concordato in bianco – afferma Roberto Venturini responsabile Fillea Cgil – da tre mesi sono senza stipendio, hanno avuto ritardi nel pagamento della quattordicesima, non hanno ricevuto stipendio per ferragosto, e anche se siamo stati più di una volta sull'orlo di dichiarare uno sciopero, i lavoratori hanno continuato a credere che l'azienda potesse andare avanti, hanno continuato a lavorare credendo nell'azienda». «Ci sentiamo traditi», gridano i lavoratori.
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