Italia
Allarme Arpat per l’area ex Cjmeco
«Permangono rifiuti abbandonati, rischio di dispersione di fibre di amianto in caso di incendi»: ce ne sono stati già due
AULLA. «Nell'area permangono rifiuti abbandonati ed è stata effettuata una segnalazione della Asl al Comune per la possibile presenza di fibre libere di amianto. Preme sottolineare che già nel 2005 un incendio si era sviluppato presso l'insediamento e Arpat a seguito di sopralluogo, ha relazionato in merito, segnalando già quanto poi più volte ribadito». L’Arpat torna a lanciare l’allarme per le condizioni dell’area ex Cjmeco di Pallerone, dove recentemente, il 16 dicembre scorso, c’è stato un altro incendio, del quale non è stata esclusa l’origine dolosa.
Un’area dismessa, diventata da anni praticamente un deposito di materiali vari.
Il Dipartimento Arpat di Massa Carrara fa sapere che «ha appreso solo martedì 17 dicembre, dalla stampa, che nell'area si era sviluppato un incendio del quale non ci era giunta nessuna segnalazione, né richiesta di intervento». E riepiloga la storia dell’area che è tuttora al centro di polemiche proprio per la presenza di rifiuti. L'insediamento della Ditta ex-Cjmeco, attualmente non più in attività, sorgeva su un terreno inizialmente di proprietà demaniale e che dal 2003 è stato acquisito dal Comune di Aulla. Tale sito è conosciuto dal Dipartimento di Massa dell'Agenzia fin dal 1998/99, «periodo in cui la Ditta Cjmeco ha iniziato le attività di messa in riserva e di recupero di rifiuti non pericolosi, in procedure semplificate per produzione di CDR in Fluff». Nel corso degli anni l’Arpat ha effettuato controlli, rilevando «varie inadempienze, con rischio di pregiudizio nei confronti dell'ambiente e della salute pubblica, ed in particolare, durante il periodo di attività della Ditta, il mancato rispetto delle condizioni e prescrizioni richiamate dalla normativa al tempo vigente, quali: mancanza di impermeabilizzazione del suolo sotto i cumuli depositati all'aperto; mancanza di adeguata copertura degli stessi; mancanza di sistemi di raccolta degli eventuali percolati nelfabbricato ove erano svolte le attività di recupero rifiuti; superamento del periodo dell'anno per la messa in riserva dei rifiuti; superamento dei quantitativi recuperabili nello stesso periodo; assenza nei fabbricati adibiti al deposito del Cdr di idonei sistemi antincendio anche in relazione alla notevole quantità di materiali combustibili presenti; possibile dispersione nell'ambiente di prodotti tossici derivanti da eventuali fenomeni di combustione dei rifiuti; possibile dispersione nell'ambiente di fibre di amianto derivanti dalle coperture degli edifici e dalle coibentazioni delle tubazioni». L’Arpat aveva accertato che negli «edifici con copertura in eternit erano depositate ingenti quantità di materiali combustibili come Cdr e pneumatici».
L’Arpat spiega che anche dopo la chiusura della ditta Cjmeco, la situazione nell’erea è rimasta problematica, con «notevoli quantità di rifiuti depositati all'aperto», «possibile dispersione nell'ambiente di prodotti tossici», o di «fibre di amianto» in caso di incendio. Mancanza di sistemi antincendio.«Nel corso degli anni tali carenze sono state più volte segnalate agli Enti Locali competenti (Regione Provincia e Comune) al Ministero dell'Ambiente e alla Autorità giudiziaria con specifiche notizie di reato». Nel 2003, a seguito di richiesta della Regione, furono fatti carotaggi nel terreno «che non evidenziarono particolari contaminazioni né dei suoli né delle acque superficiali in base alla normativa al tempo vigente». Ma «a complicare la situazione di quest'area già degradata, il Comune di Aulla nel 2009 ha individuato il luogo come deposito di pneumatici fuori uso» provenienti da un’altra attività.
L'ultimo intervento dell'Agenzia, nel 2010 assieme alla Forestale, ha confermato la sussistenza dei problemi. L’Arpatrimossi ha posto sotto sequestro la parte di area ove risultavano stoccati i pneumatici ed ha informato il sindaco di Aulle affinché fossero rimossi.
Nell'agosto 2010 il Comune di Aulla ha predisposto un Piano Operativo per la rimozione dei rifiuti e il ripristino ambientale dell'area, «sul quale Arpat, ha espresso un parere con riserva». Sempre nel 2010 la Regione ha erogato al Comune di Aulla 110.000,00 euro per le attività preliminari ad attivare il Piano. Nel 2012, la Provincia, ha incaricato una ditta che aveva predisposto un progetto ad hoc, ed i cumuli di pneumatici (7000 tonnellate) sono stati rimossi. Ma, dice Arpat, «nell'area permangono rifiuti abbandonati». Ritiene che vadano «allontanati e correttamente smaltiti al più presto», bonificando poi l’area, e che andrebbe rivista a livello nazionale la normativa sulle autorizzazioni agli stoccaggi "provvisori" di rifiuti introducendo l'obbligo anche per i rifiuti speciali, di indicare, al momento del trasferimento dal luogo di produzione verso impianti di stoccaggio o trattamento intermedi, anche la destinazione finale.
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