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Gaia: il Cral è un diritto dei lavoratori

Gaia: il Cral è un diritto dei lavoratori

MASSA. 475 dipendenti per gestire il servizio idrico in 48 comuni, per un totale di 445mila abitanti; una rete idrica di circa 5.200 Km; oltre 1.900 Km. di fognature. Sono i numeri che Gaia richiama...

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MASSA. 475 dipendenti per gestire il servizio idrico in 48 comuni, per un totale di 445mila abitanti; una rete idrica di circa 5.200 Km; oltre 1.900 Km. di fognature. Sono i numeri che Gaia richiama per replicare a Stefano Benedetti e alle sue accuse di eccessivo numero di dipendenti per la società pubblica.

I dipendenti di Gaia, sostiene la società «sono tutti preziosi per l’azienda, e grazie al contributo di ciascuno di loro può essere assicurato un bene di prima necessità come l'acqua, essenziale per la collettività che altrimenti subirebbe dei gravi disagi».

Quanto alle attività ricreative del Cral e lo stanziamento di fondi per le utenze disagiate, Gaia dice che non «vi è alcuna attinenza. Le agevolazioni esistono e sono applicate secondo quanto prescritto dal Regolamento per il servizio idrico integrato a favore delle famiglie numerose (più di 3 componenti) e a basso reddito; sono cumulabili ed è possibile presentare domanda per tutto l'anno. Esiste anche un Fondo per le utenze disagiate, che prevede l'erogazione di un contributo "una tantum" a copertura parziale o totale delle bollette, per i casi segnalati dagli assistenti sociali, e tale Fondo è raddoppiato da 40 a 80mila euro dal 2011 ad oggi. Il Cral, invece, peraltro previsto dallo Statuto dei Lavoratori, è appunto un circolo senza fini di lucro autonomo rispetto alla società e per aderirvi il dipendente deve anche versare una quota di 60 euro, mentre il contributo dell’azienda è di 110 euro l’anno per ciascuno dei 289 dipendenti che risultano iscritti al Cral».

Per quanto riguarda, infine, la cena di Natale nel ristorante di Pescaglia, Gaia così dice: «La notizia di Benedetti evidentemente non è aggiornata: era così vantaggioso l'invito che l'evento è stato rimandato perchè non si è raggiunto il numero minimo di adesioni».

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