Il Tirreno

Eaton, operai in allarme slitta l’acquisto dell’area

di Giovanna Mezzana
Eaton, operai in allarme slitta l’acquisto dell’area

Stoppata la compravendita tra Emilio Ricci (Iglom) e gli americani Manca una delibera della Giunta regionale e il compromesso scade a fine anno

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MASSA. L’ennesimo stop non ci voleva: slitta il rogito – doveva essere firmato lunedì –dell’area Eaton. È rimandata a data da destinarsi la compravendita di terreni e capannoni dalla società Usa all’imprenditore Emilio Ricci, che vuole insediare lì un’attività di miscelazione e stoccaggio di grassi lubrificanti e olii minerali, core-business della sua Iglom. Legata al progetto c’è l’assunzione (impegno già formalizzato) di 70 dei 230 operai ex Eaton. Il problema è che manca una delibera della Giunta regionale. A far sentire le tute blu sul filo del rasoio c’è la scadenza del compromesso per questa operazione con gli americani: portava la data del 16 dicembre e al massimo si può tirarla fino al 31 dicembre.

C’è di mezzo la Regione. L’area Eaton è di 76mila mq: Ricci vuole acquistarla tutta eccetto una porzione di 13-14mila mq; questo mini lotto deve invece essere comprato dal Consorzio Zona Industriale Apuana: con i soldi e per conto della Regione, che deve prendersi anche l’area ex Solvay, confinante con l’insediamento Eaton, ma dalla parte opposta rispetto alla porzione scartata da Ricci. L’intervento della Regione ha un obiettivo: garantire – con almeno due nuovi progetti di reindustrializzazione in quelle aree – un posto di lavoro a chi non viene assunto da Ricci.

L’inghippo. L’appuntamento per il rogito era il 16 dicembre: ma giovedì arriva l’altolà al tavolo tecnico regionale, da cui deve uscire un nulla osta al piano di fattibilità Eaton + Solvay messo a punto dal Consorzio Zia e attualmente sotto valutazione. È in questa occasione che si scopre che Ricci non può concludere il suo affare con gli americani. Perché l’acquisto dell’area Eaton da parte di Ricci e l’acquisizione del mini lotto e del lotto Solvay da parte del Consorzio Zia devono avvenire contestualmente. «La Regione deve trasferire 5 milioni di euro – spiega il sindaco Alessandro Volpi, presente giovedì a Firenze – che aveva già messo a bilancio per l’operazione complessiva di reindustrializzazione. In pratica la cifra deve essere impegnata formalmente. E c’è bisogno di una delibera della Giunta regionale». Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle attività produttive, ha promesso, lo conferma il sindaco Volpi, che porterà la delibera alla prossima convocazione di giunta: lunedì. «In Regione – fa sapere il sindaco – ho caldeggiato perché si chiuda la questione il prima possibile. E il “pacchetto” oltre all’acquisto dell’area deve includere anche un accordo per gli ammortizzatori sociali e l’assunzione di 70 lavoratori. Il termini della scadenza del compromesso era il 16 – conclude – Credo si possa arrivare sino al 31».

Delusi. «Siamo un po’ preoccupati – ammette Giovacchino Pitanti, ex Rsu – Prima Ricci entra, prima ci mette a lavorare. Pensavamo di brindare a Capodanno con la certezza di un posto di lavoro. Forse non sarà così e non sappiamo di quanto si slitterà». Certo è «che se convochi gli americani di Eaton la mattina di Natale – sdrammatizza Pitanti – nel pomeriggio sono già qui. Non rimane che sperare». Dopo cinque anni vissuti a sperare, e a colpi di ammortizzatori sociali, si spera ancora.

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