La manifestazione
Crollo in via Carriona, parte il processo
In tribunale a Massa la prima udienza del maxi processo. Sotto accusa cinque fra professionisti e dipendenti comunali
CARRARA. Dopo il rinvio, e il trasferimento dal tribunale di Carrara a quello di massa, dovrebbe aprirsi stamani, con la prima udienza davanti al giudice Fabrizio Garofalo, il processo per il crollo della palazzina di via Carriona. Cinque fra professionisti e dipendenti comunali sul banco degli imputati. L’ipotesi di reato contestata è di crollo colposo.
Si dovrebbe aprire oggi uno dei processi (insieme a quello per i due crolli del Politeama) che toccano alcuni dei nervi scoperti della città. Un palazzo che, a seguito delle piogge straordinarie del novembre di tre anni fa, si squarciò letteralmente in due, lasciando senza alloggio le famiglie che vi abitavano. E che adesso, nel procedimento giudiziario, si sono costituite parti civili.
La vicenda. I fatti risalgono al 2 novembre del 2010. Per il crollo della palazzina in via Carriona sono sotto accusa gli ingegneri Pietro Orsini (è difeso dai legali Tolini e Marzaduri) e Nicola Festa (dipendente comunale difeso dai legali Trabucci e Persiani), direttori dei lavori dei lavori di risagomazione dell'alveo del torrente Carrione nel centro storico (lotto Valle).
Il dirigente dell'ufficio Opere pubblico del Comune e responsabile unico del procedimento, ingegner Sergio Alteri (difeso dagli avvocati Luca Pietrini e Angelo Tubolino).
E ancora, sono sul banco degli imputati, il direttore dei lavori della ditta Coestra, aggiudicataria dell'appalto per la risistemazione dell'alveo del Carrione, Gianluca Dei.
E Paolo Fredducci, responsabile tecnico della ditta Abc Generale Engineering, incaricata di eseguire lavori di bonifica bellica nel fiume.
Gli ingegneri Orsini, Festa e Dei della Coestra, secondo la Procura, avendo realizzato la demolizione delle briglie nel tratto compreso tra il ponte di via Apuana e quello di via Cavour, avrebbero fatto aumentare significativamente la pendenza dell'alveo fino a due metri, provocando un considerevole aumento della capacità erosiva della corrente.
Il dirigente Sergio Altieri, invece, avrebbe omesso di controllare e garantire che i lavori fossero realizzati in alveo secondo i tempi previsti dal progetto approvato, e non avrebbe coordinato questa fase con la bonifica bellica, consentendo, insieme ad Orsini, che la ditta Abc realizzasse quei lavori in assenza di una perizia di variante approvata.
Al responsabile tecnico della ditta Abc, Paolo Fredducci, viene contestato che, eseguendo tra il 21 e il 28 settembre del 2010, i lavori di bonifica bellica e realizzando il ripristino di piste nella sponda destra del fiume (fra il ponte di via Apuana e quello di via Cavour) avrebbe demolito il bauletto della fognatura posto in corrispondenza al muro d'argine, vicino all'edificio di via Carriona in cui si è verificato il crollo.
A Orsini e Altieri è contestato anche di aver autorizzato Dei della Coestra a riprendere i lavori nell'alveo del Carrione, in assenza di una certificazione che attestasse l'avvenuta bonifica bellica. Consentendo così una nuova movimentazione del materiale in alveo.
La causa civile. Il processo, in sede civile, per il risarcimento dei danni causati dal crollo della palazzina in via Carriona, va avanti.E corre parallelo, e del tutto indipendente, dal procedimento penale del quale ieri si è aperta (con un rinvio) la prima udienza.
Insomma due procedimenti distinti e, per quel che riguarda quello in sede civile, la prima udienza, dopo tre rinvii, è stata rinviata al prossimo 14 gennaio.
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