Il Tirreno

Ai domiciliari l’ex capo della Mobile

Ai domiciliari l’ex capo della Mobile

Esecutiva la sentenza per Filippo Ferri che dovrà scontare 8 mesi per il blitz fatto dalla polizia alla scuola Diaz nel 2001

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PONTREMOLI. Arresti domiciliari per Filippo Ferri, ex capo della Mobile di Firenze. È diventata esecutiva la sentenza del Tribunale di sorveglianza di Genova in merito ai fatti del G8 del 2001, a Genova, culminati con l’irruzione della polizia nella scuola Diaz. Quella notte ci furono 60 feriti e 93 arrestati.

Per il poliziotto pontremolese, dunque, niente servizi sociali, bensì 8 mesi ai domiciliari a seguito della condanna in Cassazione del luglio 2012 a 3 anni e 8 mesi, di cui tre anni cancellati per l’indulto.

I fatti risalgono appunto al G8 di Genova avvenuti nel 2001: Filippo Ferri allora capo della Mobile di Spezia, secondo le accuse, firmò alcuni verbali relativi al blitz della polizia alla Diaz, basandosi solo sulle affermazioni di agenti e colleghi, senza mai essere entrato nella scuola.

Una vicenda giudiziaria durata 12 anni e passata attraverso i vari gradi di giudizio: Ferri è stato accusato di falso in atto pubblico.

È arrivata la condanna definitiva dopo l’assoluzione in primo grado e il ribaltamento del verdetto in Corte di Appello.

La Cassazione ha condannato Ferri e gli altri funzionari di polizia finiti sotto processo per la drammatica notte in cui gli agenti fecero irruzione in massa alla scuola Diaz.

Ai domiciliari assieme a Ferri: Fabio Ciccimarra, allora dirigente della questura di Napoli, Nando Dominici in quei giorni capo della Mobile di Genova, Salvatore Gava a quel tempo funzionario della Mobile di Sassari, Massimo Nucera, del reparto mobile di Roma e il collega Maurizio Panzieri.

Nel corso degli anni, prima dell’epilogo giudiziario, Filippo Ferri era intanto andato avanti con la carriera.

Dopo Spezia era stato assegnato allo Sco di Roma, ossia il Servizio centrale operativo della polizia, per poi approdare alla Squadra Mobile di Firenze, incarico che lasciò quando venne condannato.

In seguito ha assunto l’incarico di capo della sicurezza del Milan Calcio.

Dunque niente servizi sociali per Ferri, dopo che i giudici del Tribunale di sorveglianza di Genova si erano riservati di decidere sulla richiesta di concessione dell’affidamento in prova a detti servizi.

La Cassazione ha deciso che la pena deve essere scontata ai domiciliari.

Filippo Ferri, assistito dall’avvocato Marco Valerio Corini del Foro della Spezia, ha ottenuto l’autorizzazione a uscire di casa per recarsi al lavoro per quattro ore al giorno.

Adesso comincia l’attesa per conoscere le motivazioni della decisione presa dalla Cassazione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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