Finanza
Disperata: non toglietemi questa casa
La storia di Ester: la sua vita è in un fondo destinato alla demolizione per abbassare l’alveo del Carrione
CARRARA. Ester Piccini vive all'angolo tra via Carriona e il Ponte della Bugia da una vita: 77 anni, i suoi. «Questa casa è della mia famiglia, qui sono nata e cresciuta, mi sono sposata e ho cresciuto i miei figli – afferma senza riuscire a trattenere le lacrime – non posso pensare a me stessa altrove». Si guarda attorno, posa lo sguardo sulle sue cose: l'antico lavandino di marmo, la radio che l’”accompagna” nelle faccende quotidiane: «Sto preparando il pranzo – dice mostrando i taglierini nei fagioli e le salsicce –aspetto mio marito, mio figlio e mia nipote». Ha diversi nipoti. «Mi sono sempre occupata di loro come fossero miei figli».
Parla nel mezzo di una grande stanza, un fondo che affaccia proprio sul Carrione, quel fondo che, quando inizieranno i lavori per l'abbassamento dell'alveo del fiume, verrà demolito: certo la casa di Ester non è solo questa, è sufficiente spostarsi qualche passo più in là, verso monte, su via Carriona e, salendo 5 scalini, si entra nell'abitazione vera e propria. Ma non è questa la sua casa: «Lì ci vado la sera, per dormire ma le mie giornate le passo interamente qui, non posso immaginarmi in quell'appartamento, dove faccio troppa fatica ad andare». La signora Ester ha un'invalidità civile. «A volte non riesco nemmeno a scendere quest'unico scalino che mi porta in strada...solo qui riesco ad avere una vita, apro la porta, vedo la gente, parlo con qualcuno, vado a prendere il pane, come farei a fare tutto questo in casa, sarei murata viva. Non me ne vorrei andare neppure se mi offrissero un miliardo». E la preoccupazione la sta distruggendo, non riesce più a dormire la notte, quando si ferma a pensare non può fare a meno di piangere.
Per sbassare l’alveo del Carrione, per la messa in sicurezza contro le piene, que fondo è destinato alla demolizione, ma lei non ne vuole sapere.«Questa casa è mia, perché vogliono togliermela?».
Il problema è che, per abbassare l'alveo del fiume e non demolire il ponte i tecnici comunali hanno disposto l'abbattimento di parte della costruzione che dovrà rientrare di alcuni metri; questo per scongiurare nuove esondazioni alluvionali che tanto disagio e distruzione hanno portato in città negli anni scorsi e, la soluzione, che costerà un milione e 100mila euro, sembra essere solo questa. L'assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Bernardi, non ha dubbi, la Giunta ha già approvato il progetto. Ma come farà la signora Ester? «Stiamo cercando di trovare le soluzioni migliori,stiamo tentando di trovare un altro fondo, attiguo e simile al suo per ovviare il più possibile al problema».(b.m.)
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