Il Tirreno

La riorganizzazione

Cisl, segreteria con Lucca e Pistoia

Cisl, segreteria con Lucca e Pistoia

Figaia: «Il sindacato deve riappropriarsi del ruolo di intermediario»

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MASSA. La Cisl va avanti anche sul territorio nella riorganizzazione e semplificazione della propria presenza che porterà alla creazione di un’unica segreteria con quella di Lucca e Pistoia. È l’effetto del processo di accorpamento che ha già visto ridurre in Toscana le segreteria da dieci a sei e che è stato presentato ieri durante un consiglio generale del sindacato apuano a cui ha partecipato anche il segretario nazionale confederale Fulvio Giacomazzi.

Il segretario provinciale, Andrea Figaia, ieri, ha voluto ricordare come questa scelta, fosse quasi obbligatoria visto l’indebolimento del sindacato come ruolo di intermediario, determinato forse anche dal basso numero di iscritti – in provincia non superano i 20 mila. Anche se le modalità in cui le tre strutture provinciali verranno accorpate non è ancora stata stabilita, quindi se ci sarà fusione ad esempio dei consigli o se rimarranno separati, la direzione in cui il sindacato vuole arrivare è chiare ed è quella di rendere il sindacato più semplificato, con meno segreterie e più operatori sui posti di lavoro e sul territorio, cercando anche di mettere insieme le varie conoscenze ed esperienze locali. L’occasione anche di fare un punto sulla situazione apuana.

Una situazione come già sappiamo essere disastrosa dove la disoccupazione sta passando dal 14% al 15% e dove l’88% delle ragazze di età compresa fra i 16 e 30 anni non ha un lavoro. Più bassa, ma non comunque rassicurante, la percentuale dei ragazzi disoccupati che si attesta invece al 41%. Si è parlato anche delle più importanti vertenze sindacali e di turismo, un turismo che Figaia definisce “povero, perché non porta indotto e non crea posti di lavoro”. Poi si è passati alla sanità e l’attenzione è ricaduta anche sull’Opa: un eventuale accorpamento fiorentino avrebbe ricadute sull’occupazione.

L’excursus è servito al sindacato provinciale per ricordare come il sindacato «debba riappropriarsi di quel ruolo di intermediario facendosi sentire quindi ricorrendo al suo principale strumento che è lo sciopero e la mobilitazione di piazza. Altrimenti – conclude - il sindacato rischia di essere asfaltato».

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