Il Tirreno

Chiara Iacconi quando nella sanità l’eccellenza è donna

di Chiara Sillicani
Chiara Iacconi quando nella sanità l’eccellenza è donna

Folla all’incontro col medico radiologo che ha rappresentato l’Europa al Memorial Sloan Kettering di New York

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MASSA. Si fa coraggio e si alza: gli occhi rivelano la commozione. Le trema la voce, ma quelle poche parole vuole dirle, deve dirle. Un enorme grazie a Chiara Iacconi perché ha visto il pericolo nascondersi dietro un puntino. Dove noi vediamo immagini confuse, puro atrattismo, Chiara vede disvelarsi - concreto - il corpo: una macchia piccola piccola sulla mammografia, il segno che nel complesso meccanismo della natura qualcosa si è inceppato. Cancro. Chiara Iacconi lo vede, lo riconosce e affila le armi: attiva il team chirurgico e oncologico dell'Asl apuana, una squadra. E , insieme , ce la fanno, vincono la macchia. Concedono speranza. E ora a lei arriva il più bello dei ringraziamenti, quello di chi scopre di poter ancora guardare al futuro. E quel grazie, senza filtri, lontano da ogni retorica, sintetizza, in una parola, la storia e la professionalità di Chiara Iacconi.

A villa Cuturi, lunedì sera, sono in tanti, così tanti che mancano le sedie. Lei Chiara, l'eccellenza che veste i panni della semplicità, racconta il potere della radiologia. Le fanno da cornice i quadri di Piero Berretta, il medico artista. La sua mostra è l'occasione - così ha voluto l'Acsi che l'ha promossa - per incontri e lunghe chiacchierate , incursioni nel mondo della psicologia, della medicina, della sociologia. Lunedì la protagonista è Chiara Iacconi: trentasei anni, sposata, mamma di una bambina, supera una selezione internazionale. Unico medico a rappresentare l'Europa al Memorial Sloan Kettering di New York, uno dei poli oncologici- senologici più importanti al mondo. Sei mesi di clinica e ricerca, sei mesi in cui Chiara guarda l'America e ne evidenzia limiti e potenzialità. E durante i quali scopre la forza di essere italiani:"I colleghi d'oltre oceano ci riconoscono elevatissimi livelli di produttività e una formazione eccellente". Lei per i medici di New York è una toscana, un "brand":"Le nostre campagne di screening sono equiparrate agli standard svedesi. La loro forza sta nell'equità degli accessi". Uguaglianza nella prevenzione perchè "screening senologico significa - niente è eloquente come il dato - ridurre del 30% i casi di mortalità".

Chiara è l'immagine di una sanità dell'eccellenza: formazione, professionalità e - assicura - la volontà di non creare mai scissione tra clinica e ricerca: «Non è solo nelle università che si fa ricerca, non soltanto nei laboratori, ma nei reparti, ogni giorno». Nel contatto quotidiano con le pazienti, nelle migliaia di mammografie che Chiara legge ogni anni, pronta a combattere le macchie "cattive". La fotografia di una sanità apuana che cammina sulla proprie gambe e che conta sulla qualità. L'immagine che riempie di orgoglio Enrico Rossi. Ad ascoltare Chiara ci sono il sindaco Alessandro Volpi e il vicesindaco Uilian Berti, l'assessore alle finanze Giovanni Rutili, il consigliere regionale Loris Rossetti, il segretario provinciale del Pd Cesare Leri, l'onorevole Andrea Rigoni. C'è Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell'Asl. E c'è anche lui, il presidente Rossi. A Chiara, all'eccellenza toscana dice grazie. Alla donna. Perché - la giovane radiologa lo sottolinea - si può essere madri e professioniste, perché la sua bambina lei se l'è portata fino a New York e da lei ha avuto in dono coraggio e ostinazione. «E la Toscana - parola del presidente Rossi- lavora per creare le migliori condizioni per l'affermazione femminile. Lo fa garantendo servizi . Certo - non si nasconde dietro un dito - i servizi , e pensa soprattutto a quelli per l'infanzia, potrebbero essere ancora più flessibili, ma gli standard - garantisce - sono tra i più alti in Europa. La Toscana conta sulle donne». Ma sono loro, di fronte al potere, ancora troppo spesso, a battere in ritirata. Il presidente Rossi lo ha verificato in prima persona: «La sanità è donna, dalle infermiere ai dirigenti medici, ma spesso quando si propongono ruoli di guida, molte dicono no, evitano le dinamiche del potere politico». Forse una scelta, forse un merito, forse un timore. Certo un rischio: quello che l'eccellenza non si manifesti. Allora a Chiara Iacconi un augurio: che l'eccellenza, appunto, possa concretizzarsi in ruoli decisionali. Perché la ragazza che combatte "le macchie cattive" e concede speranza alle donne lo merita.

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