Il Tirreno

Anffas costruisce un paradiso per disabili

Anffas costruisce un paradiso per disabili

Ad Anderlino pronta nel 2015 una struttura da 8 milioni di euro: monolocali, ambulatori, palestra e vasta terapeutica

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CARRARA. Tabella di marcia fino ad oggi rispettata e fine lavori attesa per la primavera 2015. Si tratta del costruendo centro Anffas di Anderlino. La commissione sociale presieduta da Carlo Boni vi ha fatto visita ieri mattina, e la giornata di sole ha permesso di comprendere ancor meglio quali saranno le qualità della residenza, costruita su tre piani e immersa nel verde, a due passi dal mare. «Si tratta di un sogno che culliamo da anni», afferma il presidente Fiorella Nari riferendosi a quella che sarà la struttura di riferimento per disabili: il protocollo, firmato da Asl, Comuni di Carrara e di Massa e Diocesi (nei cui locali di via Piave è ospitata oggi Anffas), è stato firmato nel 2003, ma i lavori effettivi iniziati solo nel 2012.

La progettazione, di questa struttura di 5mila metri quadri, si è protratta per oltre un anno: «Abbiamo voluto renderla il meno invasiva possibile a livello ambientale – spiega il geometra coordinatore dei lavori Marco Sagliano, – ma anche il più accogliente possibile e concepita non come una struttura sanitaria ma come una vera e propria residenza, anche per questo, e per renderla accogliente abbiamo preferito questo impianto a “U” e scelto colori tipici delle nostre zone, come il “rosso cybo”». Sono state volutamente impegnate imprese locali: «Fatta salva la ditta che si è occupata della realizzazione delle strutture di cemento armato, comunque toscana – afferma Stefano Gatti, direttore dei lavori della “Tremontana&Gatti Snc”, – le altre quattro sono imprese che operano in provincia». Tre saranno i blocchi che già stanno prendendo forma; una zona semi residenziale diurna, in grado di ospitare fino a 70 persone, una residenziale, con monolocali indipendenti, utili a 24 ospiti, infine la parte ambulatoriale, divisa su due piani: un seminterrato dove saranno installate una palestra riabilitativa e una vasca terapeutica e un ristorante self-service per dipendenti e utenti, nonché laboratori didattici e di musicoterapia. Al piano terreno invece, ambulatori per visite mirate. Oltre all'ampio giardino pensile, studiato appositamente per godere del sole per l'intera giornata, circondato da un loggiato, in corso di acquisizione è anche un grande terreno adiacente, dove in futuro potrà essere offerta la possibilità di fare giardinaggio e, non è escluso, ippoterapia. «Oggi siamo a metà strada insomma, e se tutto procederà come previsto i lavori non dovrebbero subire ritardi, il costo finale? 7-8 milioni di euro – afferma Nari – ai quali abbiamo fatto fronte da soli, certo – sottolinea – se qualcuno volesse darci una mano, sarebbe sicuramente ben accetto, come hanno fatto alcune ditte del marmo, che ci hanno promesso di fornirci il materiale per finiture e scale».

Ma quali saranno gli utenti e gli ospiti di un centro come questo? «Disabili con deficit mentali e motori – spiega Nari, – che spesso hanno anche problemi psichiatrici. Ci siamo resi conto che, spesso, questa condizione porta con sé stati d'ansia e atteggiamenti maniacali che si acuiscono col tempo». La possibilità di vivere un certo tipo di socialità assistita quindi, aiuta a far fronte alle difficoltà e migliora le condizioni degli utenti, oltre a sollevare il carico delle famiglie.

«Per quanto riguarda i residenti poi – prosegue Nari, – alcuni di loro, con patologie meno gravi, avranno anche una certa libertà: la possibilità di andare al mare, fare passeggiate, d'estate partecipare a concerti e sagre».

Barbara Monaco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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