Il Tirreno

Acqua a singhiozzo famiglie esasperate: «Vogliamo lavarci»

Acqua a singhiozzo famiglie esasperate: «Vogliamo lavarci»

I 300 residenti di Sant’Eustachio denunciano da mesi la difficile situazione a Gaia ma nessuno interviene

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MONTIGNOSO. Fabio Vignoli abita a Sant’Eustachio: ha una casa e un lavoro - fa l’operatore ecologico per il Comune - paga le bollette eppure la mattina non ha il “lusso” di lavarsi viso e denti al lavandino del suo bagno. Perché in tutte le case del paese, l’acqua arriva come se scivolasse via da un contagocce. A volte scende, a volte no. A certe ore il flusso è quasi normale, a certe altre sembra un rivolo che evapora per la calura d’agosto.

La situazione va avanti da mesi. E a Sant’Eustachio sono esasperati.

«Mi alzo alle sei e mezza della mattina, vado al magazzino del Comune e mi lavo lì» sbotta Fabio Vignoli, che si fa portavoce del disagio di una dozzina di famiglie della frazione, ma il problema riguarda circa 300 abitanti, praticamente l’intero paese.

«Non siamo liberi di farci una doccia in casa nostra, una lavatrice - dice - Chi assiste un anziano, allettato, non sa mai quando può aiutarlo nell’igiene quotidiana. È una situazione insostenibile: non possiamo andare avanti così».

In effetti i rubinetti non sono proprio a secco: il vero problema è che nelle tubature la pressione è troppo debole, e questo spesso si ripercuote soprattutto sulla funzionalità delle caldaie domestiche per il riscaldamento dell’acqua calda. Qualche famiglia aveva un’autoclave, ma poi l’ha tolta perché il costo era diventato proibitivo.

A fungere da “pozzo” per Sant’Eustachio dovrebbe essere il deposito della Cantoresa. Chiediamo se il problema arriva da lì. «Il problema è - continua Vignoli - che le tubature sono troppo vecchie, andrebbero cambiate tutte. Quotidianamente chiamiamo gli uffici di Gaia, che ufficiosamente ci risponde che non ci sono soldi per questo genere di interventi».

I residenti non desistono e, riportano, hanno segnalato il disservizio anche al Comune, «che tace - sottolinea Vignoli - Avremmo dovuto essere un po’ più furbi e farci avanti a ridosso delle elezioni comunali, del resto il problema esiste da anni. Allora sì che l’avremmo risolto».

Agli abitanti del paese di Sant’Eustachio non rimane che fare un accorato appello per bocca del loro portavoce: «Ci rivolgiamo al geometra Graziani e all’ingegnere Di Martino - dice Vignoli - li preghiamo di intervenire, di fare qualcosa, non possiamo più continuare a vivere in questa situazione».

«Non so se si rendono conto - conclude - ma noi stiamo semplicemente chiedendo di poterci lavare la faccia in casa nostra!».

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