Sicurezza
Si vara il nuovo piano urbanistico
Gli Arancioni attaccano Volpi: «E’ uguale al nostro presentato sette mesi fa, si è perso inutilmente tempo»
MASSA. Ultima seduta di consiglio comunale questa mattina per approvare definitivamente il piano strutturale di Massa: ci sono voluti due giorni ai consiglieri di maggioranza e opposizione per discutere e dare un voto finale alle decine di controdeduzioni di risposta alle osservazioni di Regione, Provincia, Pd e cittadini privati, ma alla fine oggi si concluderà l'iter che l'ex sindaco Roberto Pucci e la sua amministrazione avrebbero voluto portasse la propria firma.
Invece, tra ritardi, ripicche, commissioni paritetiche, sfilamenti all'ultimo di consiglieri dalla ex maggioranza, il piano strutturale verrà approvato dall'amministrazione del neo sindaco Alessandro Volpi, con il supporto non soltanto degli Arancioni, che quel piano di fatto lo hanno costruito e che oggi però sono all'opposizione, ma di tutta l'attuale maggioranza, di cui fa parte anche il Pd, da sempre ostile proprio a quel piano strutturale.
Sono gli Arancioni a parlare prima di tutti per "rivendicare la paternità del piano strutturale" e un "percorso di 5 anni che ha fatto tutto il grosso del lavoro".
Ma non solo: gli Arancioni rimarcano anche il ritardo con cui oggi si dice "si", quando il piano avrebbe potuto essere licenziato sette mesi fa e oggi «si sarebbe potuto adottare il regolamento urbanistico- dicono i consiglieri- che invece dovrà aspettare». Da ricordare, intanto, le tappe principali: il piano strutturale vede l'embrione nella giunta Neri (Pd), poi si concretizza con l'amministrazione Pucci e si caratterizza in due fondamentali, che poi creeranno la maggior parte delle polemiche e dei guai, ovvero l'Utoe 6, che mette mano al comparto Ronchi Poveromo e che prova a risolvere il caso di Riva dei Ronchi e le colonie del litorale, con quel 25% destinato a residenziale che ha fatto imbestialire mezza politica locale.
Con le osservazioni della Regione tutto passa alla commissione paritetica e con qualche aggiustamento il consiglio oggi riapprova il piano: «Di fatto è rimasto il nostro piano strutturale- dicono i consiglieri Brizzi, Menchini, Ofretti e Gabrielli- ; le colonie non sono state toccate e anche sull'Utoe 6 i cambiamenti sono minimi e ci soddisfano. Abbiamo soltanto perso tempo e adesso è a rischio il regolamento urbanistico, che va adottato entro il 7 febbraio 2014».
Gli Arancioni ribadiscono che il piano strutturale che verrà approvato oggi è a cubatura zero: 1 milione e 200 mila (circa) metri cubi in 15 anni, ma tutti già presenti nell'attuale piano regolatore che non li aveva utilizzati; di questi mq il 40% verrà utilizzato nei primi 5 anni, ex novo solo il 26% perché il resto dovrà essere destinato al recupero del patrimonio edilizio esistente.
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