Sicurezza
Sgomberi e occupazioni, ritorna l’emergenza casa
I ragazzi dell’estrema sinistra prendono Bankitalia, Forza Nuova una ex scuola Intanto ventinove persone temono di essere sloggiate da Villa Serena inagibile
MASSA. L’emergenza abitativa non conosce colore politico: sia da destra che da sinistra si occupa per dare un tetto sotto il quale dormire a persone che altrimenti non saprebbero dove andare perché colpiti da una crisi tremenda che li ha messi in ginocchio. Massa sembra un laboratorio perfetto per dimostrare questa teoria: da una parte c’è Forza Nuova che da maggio ha affidato i locali di un’ex scuola di Poveromo a due famiglie senza casa; dall’altra la Casa Rossa che ha assaltato Bankitalia dando ospitalità a tre nuclei.
In piazza Garibaldi invece c’è la Casa Rossa, che domenica mattina ha occupato tre dei sedici appartamenti di proprietà della Banca d’Italia. Sono case di ampia metratura (almeno 120 metri quadri), spoglie di ogni arredamento. Senza luce né gas, ma per chi rischia di passare le notti all’addiaccio vanno più che bene. Tanto che mentre c’era il presidio in piazza altre due famiglie hanno chiesto informazioni e si sono dette pronte a insediarsi immediatamente. Ma prima c’è da parlare con Bankitalia. E proprio per questo ieri si è tenuto un incontro tra una delegazione di Casa Rossa e il sindaco Alessandro Volpi. Durante il vertice il Comune di Massa ha detto che vuole uscire dall’urgenza. Per questo ha emesso un avviso per cercare locali attrezzati con almeno sessanta posti letto da gestire, col volontariato, come una sorta di albergo sociale. Per risparmiare. Ma non solo. La condizione senza la quale però non si può intavolare una trattativa, ha fatto capire Volpi, è che venga liberato l’immobile della Banca d’Italia.
In questa situazione decisamente incandescente si inserisce un altro problema che non fa dormire sonni tranquilli agli amministratori. Incombe lo sgombero di Villa Serena, dichiarata inagibile dai vigili del fuoco dopo lo scoppio di un fornelletto da campeggio in una stanza occupata da un anziano che viene seguito dai servizi sociali. Uno dei gestori della struttura, Giancarlo Piovesan, contesta il rapporto stilato dai pompieri e annuncia ricorso: «Secondo noi l’edificio è stabile, le stanze non agibili sono due e non nove».
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