Sfrattati dalle Ferrovie, il caso va in Parlamento
MONTIGNOSO. «Quali misure intende assumere il ministro dei trasporti per evitare che Ferservizi porti a compimento l'iniziativa di scacciare gli assegnatari dei caselli?»: lo chiede Manuela Granaiola,...
MONTIGNOSO. «Quali misure intende assumere il ministro dei trasporti per evitare che Ferservizi porti a compimento l'iniziativa di scacciare gli assegnatari dei caselli?»: lo chiede Manuela Granaiola, senatrice del Pd, nell’interrogazione presentata sul caso di coloro che sono sotto sfratto, entro il 31 dicembre, dalle case di ferrovie lungo i binari. Granaiola chiede di sapere anche «se corrisponda al vero che, per i proprietari degli edifici collocati nei pressi dei binari sia prevista una deroga alle norme in materia di sicurezza».
La storia, resa nota dal “Tirreno”, è quella degli affittuari che Ferrovie ha deciso di sfrattare. Capistazione, macchinisti e capitreno - ricorda Granaiola - ai quali sono stati assegnati i caselli in disuso dalle stesse Ferrovie «per garantirne la reperibilità fuori orario».Gli assegnatari li hanno trasformati in abitazioni, accollandosi ingenti spese, ristrutturando gli immobili, spendendo molti soldi e pagando un affitto a equo canone. «Ferservizi - scrive Granaiola - intende ora estromettere gli assegnatari da tali immobili, in quanto le case - secondo nuove disposizioni di sicurezza - devono stare ad almeno quattro metri e mezzo dai binari e le abitazioni di cui trattasi sarebbero troppe vicine ai binari. Tra coloro che hanno ricevuto le lettere di sfratto ci sono vedove di 90 anni, capistazione in attività e ferrovieri in pensione».
Quello che Ferrovie non hanno chiarito - sottolinea Granaiola - è «se si tratti di un problema di sicurezza o di una volontà di recuperare risorse vendendo le stesse aree ove oggi sorgono gli ex caselli al miglior offerente».
Donatella Francesconi
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