Sicurezza
In piazza con la famiglia La protesta degli ex Syntech
Giovedì il presidio davanti al Guglielmi, invitati politici e amministratori «Il dramma di chi è senza impiego ricade su mogli, figli e parenti»
MASSA. Senza lavoro dall’agosto 2012, senza il sussidio di cassa integrazione dall’agosto 2013, senza la sufficiente “massa critica” per protestare in modo abbastanza visibile – sono “solo” 43 – i lavoratori della Syntech hanno deciso di organizzare una manifestazione con “parenti a carico”. Giovedì pomeriggio scenderanno in piazza assieme a mogli (o mariti) e figli, compagne, fidanzati ed eventuali genitori.
L’appuntamento è alle 16, davanti al teatro Guglielmi, in pieno centro e in pieno shopping natalizio. L’idea di sfilare in corteo per le strade della città è stata abbandonata proprio per evitare disagi a negozianti e bancarelle. Ci sarà però un presidio che “si farà vedere”. E al quale gli operai invitano istituzioni e politici. Dal sindaco Alessandro Volpi ai parlamentari locali, dai consiglieri comunali agli esponenti dei partiti, tutti sono chiamati a partecipare al “presidio con famiglia” «perchè capiscano quale è la nostra situazione e ci diano una mano».
«Vogliamo dimostrare in questo modo che i problemi di chi rimane senza lavoro non sono soltanto del singolo lavoratore, ma anche di chi vive con lui, della sua famiglia. C’è il mutuo da pagare, i ragazzi che devono andare a scuola, le bollette...», dice Raffaele Angelino della Rsu di Syntech.
E i problemi di lavoratori di questa piccola-media azienda che produceva mobili per ufficio non sono pochi. L’ultima retribuzione ricevuta (il sussidio mensile di Cig, cioè all’incirca l’80-90% di uno stipendio da metalmeccanico) risale all’agosto scorso. L’azienda ha riconosciuto un anticipo di 500 euro prima di Natale, escludendo però 5 dipendenti che non possono offrire come garanzia il Tfr. I colleghi si sono perciò auto-tassati per riconoscere anche a loro questa poverissima “tredicesima”. Alla fine, prenderanno circa 420 euro a testa. E fatelo voi un Natale con questa cifra.
Lasciati a casa dal gruppo Estel che ha chiuso lo stabilimento di Massa «per crisi di mercato», gli operai Syntech sperano adesso che la Regione riesca a trovare un imprenditore disposto a rilevare l’azienda e mantenere i posti di lavoro. E contano molto sul fatto che il capannone Syntech è moderno, dotato di impianto fotovoltaico, collocato in una zona esclusa dalle bonifiche Sin; e che loro, i dipendenti, sono personale qualificato e giovane . Un impresa “appetibile”, insomma.
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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